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Come funziona il prestito di consolidamento debito?

Nel 2011 il Legislatore ha avvertito la necessità di disciplinare una tipologia specifica di prestiti, spesso inseriti dagli Istituti proponenti nella categoria dei “mutui consolidamento debiti”. In pratica però non vanno confusi con i classici mutui di liquidità poiché questo tipo di prestito non è assistito da garanzia con ipoteca su un immobile.

Quindi può essere richiesto da chiunque abbia i requisiti reddituali e anagrafici minimi necessari, oltre che la presenza di alcuni finanziamenti che si vogliono riorganizzare.

Le migliori soluzioni per diminuire le rate mensili dei prestiti in corso ed avere liquidità aggiuntiva

Cattivi Pagatori e protestati Senza busta paga Senza garanzie
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Perché si parla di mutuo di consolidamento?

La durata di un prestito atto a riorganizzare il pagamento di vari finanziamenti, con una rata che sia effettivamente sostenibile, richiede tempi medi piuttosto lunghi. Quindi questo genere di prodotto viene fatto rientrare spesso nella categoria dei mutui chirografari, intendendo con il termine “mutuo” l’indicazione di un finanziamento di lungo periodo. A questo aspetto si aggiunge anche la “consistenza del finanziamento”. Generalmente l’importo che bisogna richiedere per sostituire i prestiti già in essere e rendere maggiore la sostenibilità dei pagamenti destinati alle rate è abbastanza elevato. Difficilmente si arriverà a richiedere somme inferiori ai 10 mila euro. Non a caso ci sono pochi prodotti che partono da somme inferiori a tale soglia, e comunque praticamente mai inferiori ai 5000 euro.

Prestito personale o finalizzato?

Il finanziamento conosciuto con il nome di consolidamento debiti (approfondimento: Mutuo consolidamento) rappresenta in realtà una situazione ibrida tra varie tipologie di prestiti, in quanto rientra nella categoria dei prestiti personali, ma è fattivamente dotato di specificità. Questo perché la sua concessione avviene per eliminare dei prestiti che sono già in corso, così da “consolidarli” ovvero accorparli in un’unica rata, che diventa più facile da gestire in quanto è unica (anche se normalmente si tenta di farla diventare anche più ‘leggera’ da sostenere nella fase di rimborso).

Il consolidamento debiti con o senza nuova liquidità?

Il consolidamento debiti può presentare diverse sfaccettature, in quanto può essere emesso di importo superiore alla somma dei prestiti da estinguere (sempre che la capacità di rimborso del richiedente lo permetta), e può anche prevedere un aggiustamento sulla durata di rimborso (la cui flessibilità dipende invece dall’età anagrafica del richiedente stesso).

Lo scopo ‘effettivo’ dei prestiti di consolidamento debito, almeno nella maggioranza dei casi, è infatti quello di ridurre l’importo della rata di rimborso dove vanno a confluire tutti i finanziamenti pregressi, anche se il raggiungimento di questo obiettivo dipende poi da numerosi fattori. Alcune banche prevedono delle soluzioni specifiche al raggiungimento di questo scopo (come Unicredit che ha anche una versione di prestito di consolidamento debiti più liquidità, e Intesa Sanpaolo, mentre tra le finanziarie c’è Compass).

Tuttavia anche laddove non è previsto uno specifico prestito di consolidamento debiti si può accedere a un prestito personale (un’opportunità offerta da Agos ed altre finanziarie), ma con la grande limitazione della residua capacità di rimborso che resta al richiedente. Un problema che può essere superato richiedendo una cessione del quinto, da usare in tutto o in parte per eliminare i prestiti già in corso.

Va però specificato che la cessione del quinto non è una forma di prestito di consolidamento debiti vera e propria ma può essere benissimo utilizzata con questo scopo, e senza particolari limitazioni. Di contro spesso questa diventa la sola via percorribile per quanti si ritrovino, proprio a causa delle difficoltà di rimborso delle varie rate, all’interno della black list dei cattivi pagatori.

Differenze tra il consolidamento debiti vero e proprio e la cessione del quinto con lo stesso scopo?

Le differenze si concentrano soprattutto all’interno dell’iter. Nel caso della richiesta di finanziamento per il consolidamento debiti alla banca va consegnata la documentazione attestante l’autorizzazione ad estinguere i prestiti in corso ed i vari conteggi estintivi, oltre alla documentazione reddituale. La banca quindi provvede ad estinguere direttamente i vari prestiti in essere, sostituendosi con certezza alle altre banche, per la riscossione del solo prestito che rimane acceso. Nel solo caso della richiesta di mutui di consolidamento debiti più liquidità, una parte della somma (quella relativa alla sola liquidità aggiuntiva) viene accreditata sul conto indicato in fase di richiesta al finanziato.

Invece la cessione del quinto permette di ottenere prestiti senza che si tenga conto di quelli già esistenti (a meno che la capacità di rimborso del dipendente sia impegnata già oltre il 50% considerando anche la presenza di pignoramenti dello stipendio). Per cui è cura del richiedente usare in tutto o in parte (se si vuole ottenere lo stesso effetto del consolidamento debiti più nuova liquidità) le somme ottenute e completamente accreditate sul suo conto, per estinguere i finanziamenti in corso.

Esempi di consolidamento debiti

  • Compass prevede una soluzione specifica con il prestito Compass Unica che permette di avere fino a 30 mila euro;
  • Unicredit ha il credit Express Compact che permette invece di ottenere fino a 50 mila euro, da rimborsare entro le 120 mensilità;
  • Intesa SanPaolo propone il finanziamento Monorata, da rimborsare fino a 72 rate.
  • Findomestic, tra i vari possibili impieghi per cui si può richiedere un finanziamento, prevede anche l’opzione di consolidamento debiti. L’importo massimo richiedibile è di 60 mila euro, con numero delle rate, condizionato dall’importo richiesto, che può arrivare fino a 120 mensilità;
  • Bnl si mette in evidenza per la possibilità di ottenere uno degli importi più elevati, ben al di sopra della soglia massima del credito al consumo. Infatti tramite il prestito In Novo Tasso fisso (disponibile sia per dipendenti e lavoratori autonomi) è possibile procedere all’estinzione degli altri finanziamenti in corso.

Per quanto riguarda quest’ultima tipologia di finanziamento l’importo minimo è di 5000 e la durata massima di 120 rate. In pratica tra 5 e 10 mila euro la durata che può essere scelta è tra 36 e 60 rate, sopra i 10 mila euro si sale fino alle 120 mensilità. Sono previste spese di incasso rid solo per chi non appoggia il pagamento delle rate su conto del gruppo Bnl (valido anche Hello Bank).

La modalità di richiesta di In Novo va fatta tramite Agenzia, mentre per l’uso delle funzioni online bisogna rivolgersi a Hello Bank oppure Findomestic (che è l’ultimo referente nel caso del canale telematico).

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