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Guida pratica alla dichiarazione di successione: istruzioni per l’uso

Dal 2007 la normativa legata alla dichiarazione di successione ha ripristinato gli obblighi riferiti anche al versamento delle varie imposte (quando dovute), confermandosi come la base per le successive modifiche apportate in modo marginale (dal 2013, e quindi operative dal 2014, e rimaste invariate anche per il 2015 e 2016). I punti cardine da considerare sono:

  • chi deve presentare la dichiarazione e quando?
  • che documenti o modelli servono?
  • quanti tipi di dichiarazione esistono?
  • quanto si paga?

1- Chi deve fare la dichiarazione di successione?

Tutti coloro che sono chiamati ad entrare nell’asse ereditario (eredi, legatari, curatori, trust, ecc), devono presentare la dichiarazione entro 12 mesi dalla morte del de cuius. Se ciò non avviene entro questi tempi, si hanno delle sanzioni (ridotte se si agisce con un ritardo di 15 giorni, più elevate ma sempre agevolate se si arriva a 30 giorni di ritardo, altrimenti poi si applica quella ordinaria).

2- Che modello usare?

L’agenzia delle Entrate, per rendere le presentazioni delle dichiarazioni omogenee ha introdotto un modello unico (il modello 4 http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Dichiarare/Dichiarazione+di+successione/Modello/). Ci sono ovviamente altre formalità da completare prima di presentare materialmente il modello compilabile all’Agenzia stessa. Per prima cosa, quando c’è un immobile (con forti agevolazioni nel caso della prima casa), bisogna aver pagato, tramite il modello F23 quanto dovuto a titolo di imposta ipotecaria, catastale, e gli altri oneri eventualmente previsti. Quindi successivamente si presenta la dichiarazione all’agenzia del fisco territorialmente competente. Vi sono infine da pagare le volture (per immobili, terrei, ecc), presentando l’avvenuto pagamento. Come altri documenti servono:

  • quelli personali e il codice fiscale degli eredi;
  • i documenti e atti di provenienza dei beni immobili;
  • la lettera d’uso della successione se ci sono depositi bancari, libretti postali, risparmi gestiti a vario titolo.

3- I tipi di dichiarazione: principale, integrativa ma anche aggiuntiva o modificativa

Può succedere che successivamente si venga a conoscenza dell’esistenza di altri beni mobili o immobili da “aggiungere”. In questo caso si usa la dichiarazione integrativa, in quanto non si modifica il numero o tipologia degli eredi, altrimenti c’è quella aggiuntiva, o per modifiche di un certo livello anche quella modificativa. In tutti i casi la prima da presentare è quella principale.

4- Quanto “pesa” economicamente la successione?

Bisogna fare una distinzione tra beni mobili e immobili (successione casa), e per questi un occhio di riguardo è stato riservato alla prima casa. Per quanto riguarda i beni che esulano dalla prima casa, si applicano aliquote differenti (con franchigie diverse) a seconda del tipo di legame con il de cuius.

Aliquota Legame con il de cuius Franchigia
4% Coniuge o eredi in linea retta 1 milione di euro
6% Fratelli, sorelle, affini e collaterali (fino al 3° grado) 100 mila euro
8% Altri Nessuna

Per gli immobili si deve pagare anche l’imposta ipotecaria e catastale che è fissa solo per la prima casa. Nel particolare:

  • Prima casa: 200 euro ipotecaria + 200 euro catastale;
  • Altri immobili: 2% ipotecaria + 1% catastale.

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