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Come mai la banca non ha accolto la richiesta di finanziamento ?

La banca prima di concedere un finanziamento valuta la capacità di rimborso del richiedente, nonché l’affidabilità e la puntualità nei pagamenti. Inoltre deve anche accertarsi che sull’immobile non ci siano irregolarità o abusi di alcun genere. Tutti questi elementi, in sede di valutazione di una richiesta di mutuo, possono portare al giudizio finale di “mutuo negato”.

In tutti i casi la legge dà il diritto ai richiedenti di conoscere le motivazioni del rigetto, indipendentemente dal momento in cui questi dovesse maturare. Per cui è sempre consigliato chiedere ‘il perché’ in modo scritto, così da avere, sempre a livello cartaceo, le varie motivazioni, soprattutto per evitare che un disguido o problema analogo possa ripetersi anche aprendo una nuova richiesta di mutuo.

Prima della delibera, in fase di istruttoria

I criteri di valutazione variano da banca a banca. In ogni caso l’a banca verifica che l’importo della rata non sia superiore ad un terzo del reddito familiare mensile netto (alcuni istituti eccezionalmente possono arrivare ad impegnare fino al 40% di esso), inoltre le banche possono accedere ai SIC (sistemi di informazioni creditizie) per sapere se il cliente ha presentato una recente richiesta di finanziamento, se ha in corso altri prestiti o finanziamenti e se paga o ha pagato regolarmente le rate. (vedi anche sezione dedicata al CRIF e i requisiti per ottenere un mutuo).

Quindi in questa fase le motivazioni che portano ad un mutuo negato possono essere:

  • reddito impegnato con una percentuale eccessivamente elevata con altri tipi di prestiti o simili;
  • reddito familiare insufficiente e mancata disponibilità di validi garanti;
  • pregresse segnalazioni di ritardati pagamenti;
  • immobile non in regola.

Cosa fare?

Una volta capiti i perché vediamo che cosa fare per superare gli ostacoli, ove possibile:

  1. Reddito impegnato da altri finanziamenti: estinguere i prestiti in corso dimostrando il saldo di quanto dovuto con le lettere di delibera (rimangono nel sistema anche oltre un mese dal pagamento e rimborso totale);
  2. Reddito familiare insufficiente: se non c’è possibilità di aggiungere un garante, si può vedere se la banca accetta il terzo datore di ipoteca,. In alternativa bisogna abbassare l’importo del mutuo o allungarne la durata, ed eventualmente optare per il cambio di tasso, per poi riequilibrare la pratica in futuro, magari tramite una surroga;
  3. Segnalazioni per ritardati pagamenti: bisogna chiederne la cancellazione, se ci sono i presupposti per farlo, quindi chiedere alla banca di fare una nuova visura;
  4. Immobile non in regola: il proprietario deve sanare la situazione. Per evitare problemi, in una ipotesi come questa è sempre consigliato l’inserimento nel contratto, di una clausola che sollevi l’acquirente da qualsiasi impegno finanziario, e preveda la restituzione in toto della caparra in caso di mutuo negato.

Dopo la delibera o al rogito

Quando la banca conclude la fase di istruttoria, con esito positivo, è pronta a concedere la somma richiesta, ma a condizione che non subentrino situazioni che siano negative. Questa fase rimane delicata poiché non c’è nessuna garanzia che si vada al rogito, e può succedere che dopo la delibera il mutuo sia negato comunque.

Spesso, tra le cause, ci può essere la relazione notarile, in base alla quale la banca, che considera la situazione soddisfacente dal punto di vista finanziario, arriva a un giudizio negato per la situazione ‘effettiva’ dell’immobile stesso (problema che si può risolvere solo a monte chiedendo al notaio di fare la relazione notarile prima di fare la richiesta di mutuo).

Se il mutuo è negato dopo la delibera positiva, allora non ci sono molti margini di azione. Lo stesso discorso vale in sede di rogito, visto che i correttivi, su una pratica ormai “conclusa” sotto tutti i punti di vista, non possono essere più apportati.


 

 

 

 

 

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