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Cos’è la Firma digitale: costi e funzionamento

Quale differenza esiste tra la firma autografa e quella digitale? In un continuo processo di dematerializzazione dei documenti “importanti” in vari ambiti (dalla giustizia all’istruzione, dalla finanza ai servizi garantiti alle imprese come nel caso della Camera di Commercio, ecc), la firma digitale si è affermata senza eccessiva fatica, sostituendo completamente, laddove il sistema ne ha i requisiti, la firma autografa, avendone le stesse peculiarità, che sono: unicità, certezza e sicurezza.

Come funziona?

La firma digitale “pesante” (quella leggera manca di queste caratteristiche) ha ottenuto la certificazione da un ente autonomo e indipendente, che ne attesta e garantisce il funzionamento che, a sua volta, ne certifica l’unicità. In questo un titolare di firma digitale lo è in modo unico e univoco, per cui non ci sarà un’altra firma che potrebbe causarne difficoltà di identificazione.

Il funzionamento del sistema prevede l’uso di due chiavi elettroniche di tipo asimmetrico: una è privata ed è attribuita al titolare, l’altra è pubblica ed è legata all’ente o società che eroga il servizio. La chiave pubblica riconosce e autentica tutte le chiavi private che sono in comunicazione con essa, attribuendone anche il carattere certo, e quindi di validità legale, che fa sì che i contratti o i documenti con firma digitale non siano “ripudiabili” (vedi anche Prestiti casa).

Come si usa?

Ci sono due ‘modi’ di utilizzare la firma digitale e cioè:

  • accedendo a servizi messi a disposizione con questo meccanismo, ad esempio per firmare un contratto online (tipico del settore finanziario, con la richiesta di finanziamenti oppure l’apertura di conti correnti ecc);
  • tramite l’acquisto del servizio messo a disposizione da alcune società (come Infocert, Aruba, Poste, ecc) oltre che dalla Camera di Commercio.

La prima tipologia è gratis, ma non rientra tra quelle dette “qualificate”, mentre per la seconda (utilizzata ad esempio dalle imprese per comunicazioni con la Pubblica Amministrazione, trasmissioni di bilanci, ecc) ci sono costi molto differenti da sostenere, anche a seconda dell’ente o società che le mette a disposizione.

Esempi di costi

  • Infocert parte da 29 euro più Iva, passando a 45 euro e 59 euro, a seconda del livello di accessibilità di cui si può usufruire (ad esempio con firma in modalità mobile oltre che da pc). Le spese di spedizione possono non essere applicate a seconda del tipo di servizio acquistato;
  • Aruba prevede vari kit, che partono da 25 euro più Iva nel caso di abbinamento alla CNS, oppure 36 euro più Iva per la versione remota che ha durata di tre anni. In entrambi i casi ci si deve fare carico delle spese di spedizione;
  • Poste Italiane con Postecer prevede due possibilità: quello base con sola smart card da 25 euro più Iva e quello in Kit completo di lettore a 38 euro più Iva (vedi anche Surroga mutuo Poste Italiane).

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