ciao Matteo
siamo sulla stessa barca, in teoria la portabilità del mutuo è fattibile, in realtà le banche hanno visto bene di dire tutte assieme "non siamo attrezzati per farlo" (prova a chiamarne 4 o 5 e sentirai sempre qs risposta).
iniizialmente si sono attaccati a cavilli/inesattezze del primo decreto Bersani. i quali con il decreto "bis" di Giugno sono stati poi corretti con anche l'intervento dell'ABI che oltre a fissare le tariffe per l'estinzione anticipata hanno invitato ad operare anche la portabilità.
ma le banche hanno fatto orecchie da mercante (e l'antitrust per ora non è intervenuta): se chiami una qualsiasi banca ti risponderà che stanno mettendo a punto insieme alle altre banche una "procedura" per la portabilità, ma che ora non sono pronti (e alcuni esperti di finanza dicono che risponderanno cosi fino a quando l'antitrust non minaccerà una multa).
il motivo apparente è che devono tutelarsi in quanto il trasferimento di un'ipoteca esistente (portabilità) rispetto alla cancellazione+riscrittura (sostituzione) è qualcosa che essendo "nuovo" deve essere accompagnato da garanzie per la banca in modo che non vi siano rischi in caso di insolvenza (e quindi "esercizio" del diritto di ipoteca stessa).
provo a fare la parte della banca: visto che le spese notarili+tasse le sostiene il cliente - e quindi per me banca sostituziono o portabilità non cambia mezzo euro - chi me lo fà fare di fare di imbarcarmi in un'operazione (la portabilità) più rischiosa (cioè non consolidata- in quanto nuova) rispetto ad una non rischiosa (sostituzione)?
L'unico motivo dovrebbe essere la concorrenza. ovvero io banca mi accparro il nuovo cliente favorendolo perchè accetto la portabilità (alias gli facio risparmiare migliaia di euro di spese notarili+tasse) e cosi lo strappo alla banca concorrente.
E cosi partirebbe la guerra al ribasso delle tariffe dei mutui che è un vantaggio per il cliente ma non per l'insieme delle banche - come categoria. e allora hanno pensato bene di fare quadrato, perchè tanto la gente il mutuo lo fa comunque (cosi come compera la benzina, usa il taxi, assicurazioni, ecc ecc tutte categorie - o meglio lobby) e di fatto non si è liberalizzato un bel niente.
se ci fosse qs strumento io andrei dalla mia banca ed esigerei un ribasso del tasso (alias lo spread, cioè il loro guadagno) minacciando altrimenti di andare da una banca concorrente che fa condizioni migliori. già, me se per fare questo devo investire >3000 euro tra notaio, tasse ecc, quanto mi conviene cambiare mutuo? alla lunga ovviamente conviene (quando avrò ammortizzato la spesa, a fronte di condizioni migliori che molte banche oggi offrono per motivi strutturali) ma a fronte di quali sbattimenti?
e cosi la gente non lo fà, e le banche - e i notai - ridono.
un'ultima cosa, voglio spezzare una lancia a favore di Bersani (non per propaganda ma per giustizia).
concettualmente la liberalizzazione è un'ottima idea, ma quando le lobby sono troppo forti e monopoliste (se io potessi fare un mutuo in Francia, germania, ecc) è solo l'antitrust che può di fatto intervenire. la dimostrazione della buona volontà del decreto/governo è che quando fai la sostituzione paghi un imposta statale (lo 0.25% sull'importo del mutuo) che la portabilità non prevede: come dire che in fondo lo stato ci perde in caso di portabilità mentre continuerebbe a guadagnarci in caso di sostituzione (la tassa rimane). quindi la buona volontà c'era, ma...
se ho scritto inesattezze mi scuso.
saluti