Ciao a tutti. Premetto che ho già dato mandato ad un legale; scrivo per chiedere se a qualcuno è capitata la stessa cosa e come è andata a finire.
Descrivo i fatti.
Sto acquistando una casa in costruzione. Sul compromesso che ho firmato c'è scritto che "qualora l'acquirente non intenda effettuare il saldo con provvista propria, si impegna ad accollarsi la quota di mutuo..."
Io effettuerò saldo con mia provvista, vale a dire tramite mutuo della mia banca.
Il costruttore, 30 giorni prima del rogito, mi invia una raccomandata in cui mi chiede di pagare al momento della stipula ben 14.000 euro di preammortamento (sul mutuo che lui ha stipulato!).
Io non ci sto e prima personalmente e poi, visto che sono irremovibili, tramite un legale ho inviato una lettera in cui contestavo la loro richiesta.
Oggi arriva la risposta al mio avvocato in cui c'è scritto, tra l'altro: "inviti il suo assistito a predisporre il pagamento con provvista propria, non essendo dal contratto prevista alcuna altra forma di pagamento, nè tantomeno intendendo la scrivente costituirsi quale terzo datore di ipoteca".
La settimana prossima mi vedrò col mio avvocato per valutare come andare avanti.
Ora, però vi chiedo:
- "provvista propria" non vuol dire che pago come mi pare, quindi contanti o mio mutuo?
- l'art.8 del dlgs 122/2005 dice che "il notaio non può procedere alla stipula se non si sia proceduto alla cancellazione dell'ipoteca a garanzia gravente sull'immobile"; questo vuol dire che il costruttore è obbligato a costituirsi terzo datore di ipoteca?
Ringrazio chiunque voglia darmi delucidazioni.
Ciao.