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Comprare casa con cooperativa: rischi, costi, convenienza e funzionamento

L’acquisto di una casa tramite l’istituzione di una cooperativa può portare sicuramente ad un risparmio, ma solo se ricorrono alcune situazioni ben definite, altrimenti si rischia di andare incontro a degli esborsi quasi incontrollati, che possono addirittura costringere a vendere, o meglio svendere le proprie quote, per uscire da una situazione economicamente troppo pesante.

Quali sono le condizioni che permettono di ottenere un buon risultato per quanto riguarda le possibilità di risparmiare sul prezzo di acquisto?

Caratteristiche della cooperativa: meglio con limitazioni

Il principale beneficio nell’acquisto di una casa tramite cooperativa risiede nella riduzione dei costi dovuta al vantaggio dell’acquisto di tipo “collettivo”. Ovviamente, trattandosi di una cooperativa, si acquistano delle quote ben definite, ma per far partire i lavori non è necessario che tutte le quote abbiano trovato un socio che le ha acquistate. Spesso basta che si sia raggiunta una maggioranza di copertura.

Ma questo può portare al momentaneo maggiore esborso da parte dei soci presenti, e a successive difficoltà nel rientrare in possesso delle somme ‘in più’ spese, se non in tempi molto lunghi. Quindi per evitare queste difficoltà è meglio entrare in cooperative che non prevedano un numero eccessivo di soci, o comunque già “complete”.

In più per ottenere dei maggiori sconti (come nel caso della scelta di una banca per il mutuo di costruzione) è meglio affidarsi a cooperative legate a particolari categorie (ad esempio militari, medici, ecc), che in virtù delle particolari convenzioni di cui godono con determinati istituti di credito, possono spuntare dei tassi migliori rispetto a quelli proposti anche dallo stesso costruttore.

Meglio scegliere una cooperativa in avvio o già avviata?

La situazione è molto diversa, dato che nel caso in cui si entri in una cooperativa che inizia la propria attività di costruzione, i costi sulla carta sono molto bassi così come, di contro, si potrebbero presentare eventuali maggiori esborsi successivi.

Invece acquistando quote verso la metà o fine dei lavori, gli esborsi sono più elevati, ma di contro è più facile calcolare la spesa complessiva. La vera differenza sta nella tempistica, dato che nel primo caso si procede con tranche di pagamento generalmente modeste, soprattutto dilazionate e diluite nel tempo. Invece a chi subentra successivamente, l’ingresso richiede capitali più sostanziosi, ed anche le tranche di pagamento sono più elevate.


 

 

 

 

 

 

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