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Acquisto seconda casa: convenienza, agevolazioni e tasse

Uno degli investimenti più ‘in auge’ fino a qualche anno fa era rappresentato dall’acquisto di una seconda casa, da affittare o da adibire come casa delle vacanze. Ma è ancora così? Le novità normative che sono entrate in vigore a partire dal 1 gennaio di quest’anno, hanno avuto come obiettivi principali:

  • la realizzazione di una semplificazione del regime di tassazione legato alle compravendite immobiliari;
  • una riduzione del numero delle aliquote vigenti (che sono diventate due);
  • un taglio lineare delle agevolazioni estranee all’acquisto dell’abitazione principale.

Le variazioni della nuova normativa: tasse e imposta di registro più cara sulle seconde case

Comprare una seconda casa conviene meno? In precedenza, chi acquistava una seconda casa doveva sostenere un costo pari al 7% per l’imposta di registro, al quale andava aggiunto un 2% come imposta ipotecaria e l’1% come imposta catastale.

Con la nuova normativa per l’imposta di registro si è passati dal 7% al 9%, mentre le imposte ipotecarie e catastali, da progressive, sono divenute fisse, entrambi pari a 50 euro. Per fare un esempio, acquistando una seconda casa con valore di 200 mila euro, a livello di imposte bisogna pagare ad oggi 1900 euro, mentre in precedenza il costo era 2 mila euro.

Il discorso cambia leggermente se l’acquisto della seconda casa è soggetto ad Iva, come l’acquisto da un costruttore (vedi anche Iva su compravendita prima casa) dato che si è passati al rincaro delle imposte fisse (prima pari a 168 euro cad, ed ora a 200 euro).

Il vero aggravio c’è stato per l’acquisto di immobili “vincolati” (per aspetti di tipo storico o artistico) dato che, nel caso in cui si tratti di una seconda casa, non si usufruirà più del regime agevolato (3% di imposta di registro più 2% imposta ipotecaria ed 1% quella catastale), ma si passerà direttamente all’aliquota del 9% più 100 euro complessivi legati alle due imposte. Quindi sempre su 200 mila euro di valore dell’immobile, se prima l’esborso era di 1200 euro, dal 1 gennaio 2014 si passa a 1900 euro.

Conviene acquistare una seconda casa con o senza mutuo?

Dando per scontato quindi che l’imposta ipotecaria non era una delle voci di costo che pesava di più, per cui il risparmio (o non) ottenuto attraverso l’introduzione dell’imposta fissa al posto di quella progressiva è praticamente ininfluente, bisogna però ricordarsi che solo se il mutuo è destinato all’acquisto della prima casa si usufruisce dell’aliquota dello 0,25% totale, mentre nel caso della seconda casa si passa a un 2% trattenuto a monte sulla somma di mutuo erogata.

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