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Mutuo vitalizio: nuove norme, maggiore tutela?

Che cosa ha in comune il mutuo vitalizio con quello di liquidità e le altre tipologie di finanziamento legate ad un immobile? In primis la durata, trattandosi di un prestito di lungo periodo (almeno in prospettiva), ed il fatto che è di tipo “ipotecario” ovvero assistito dall’ipoteca sull’immobile come forma di garanzia.

Rispetto al prestito vitalizio, che già esisteva nel panorama dell’offerta bancaria in Italia (tra i più noti, quello Bnl, Ibl, Barclays ecc), a maggio c’è stata qualche piccola novità, introdotta non da una banca come consuetudine, ma come vera e propria regola stabilita dal legislatore.

L’alternativa alla nuda proprietà?

Il numero crescente di vendite di nuda proprietà, che vanno ad impoverire ulteriormente il patrimonio tramandato tra le generazioni, ha spinto il governo a rispolverare e mettere a punto il mutuo vitalizio, lasciando logicamente invariata quella logica di prestito al contrario, dove è la casa il punto fermo che effettivamente dà sostentamento al proprietario (lasciando in più la possibilità di scelta agli eredi nel momento del decesso).

Da maggio 2015 è stato stabilito che l’età minima per poter approfittare di questa tipologia di mutuo (che rientra tra quelli di liquidità) è di 60 anni (la data fissata in precedenza era di 65). Rispetto alla forma originaria sono state introdotte delle novità, come la possibilità di poter scegliere di ridurre la somma da restituire, effettuando di tanto in tanto dei pagamenti rateali.

Come accennato, alla morte del mutuatario gli eredi possono scegliere di mettere la casa sul mercato, così da incassare la differenza che rimane una volta restituita la somma prestata dalla banca, con una tutela legislativa in più: la somma da restituire alla banca non potrà mai essere superiore al valore commerciale dell’immobile (vedi anche Consolidamento debito).

In questo modo da una parte è tutelata la banca che non rischia di vedere l’immobile venduto sotto costo e rimanere almeno in parte insoddisfatta, e gli eredi che non devono preoccuparsi che la banca pretenda di intaccare anche le loro sostanze per onorare il debito assorbito con la successione.

Si hanno 12 mesi di tempo per scegliere come estinguere il mutuo e quindi quale sorte riservare all’immobile stesso. Da qui però deriva anche un evidente limite: le banche concederanno un mutuo vitalizio solo se come garanzia ci sono immobili che hanno una certa appetibilità dal punto di vista commerciale, e che quindi risulterebbero facilmente monetizzabili con la vendita.

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