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Guida al pagamento dell’imu agricola: esenzioni e criteri normativi

La ‘nube di fumo’ sull’imu agricola si sta lentamente diradando, tra aggiustamenti e proroghe. Ciò nonostante in alcune Regioni, come ad esempio la Sardegna o la Romagna, il pressing da parte dell’ Anci punta ancora a spuntare delle condizioni migliori per i titolari di terreni agricoli, per cui ci potrebbero essere nuove modifiche, soprattutto sull’elenco dei Comuni dove si applica l’esenzione o le detrazioni (vedi: detrazioni mutuo 730). Intanto è sopraggiunta la proroga al 31 marzo, per il pagamento dell’imu 2014 (vedi Imu seconda casa), senza interessi, sanzioni o penali.

Imu agricola: devo pagare?

In base alle ultime novità introdotte dal decreto, per sapere se si è tenuti al pagamento dell’Imu agricola bisogna consultare se il proprio comune è esente, se si applicano le esenzioni per coltivatori diretti e imprenditori agricoli, e le eventuali detrazioni per le “zone svantaggiate”. Basterà vedere il tipo di classificazione del proprio comune, secondo una semplificazione di determinazione dell’obbligo di pagamento: se il proprio comune è classificato con la lettera T è giudicato come Totalmente Montano, e quindi sono tutti esenti dal pagamento dell’imu agricola.

I terreni classificati come Parzialmente montani (P) invece prevedono l’esenzione solo per i terreni di proprietà (anche se dati in affitto o comodato d’uso) di coltivatori diretti e imprenditori agricoli, mentre tutti gli altri tipi di proprietari devono pagare.

Infine, per i terreni Non Montani (NM) il pagamento è dovuto da tutti indistintamente, senza alcun rinvio o agevolazione. Tuttavia la situazione, per il solo 2014, si complica ulteriormente, perché oltre alla classificazione suddetta (T, P, NM) si aggiungerà anche il criterio dell’altitudine, per cui se non c’è la classificazione, ma l’altitudine che permette di essere esenti, si seguirà questo secondo principio. In più bisogna controllare se il proprio comune rientra nell’elenco delle zone collinari svantaggiate (con classificazione NM), dove coltivatori diretti e imprenditori usufruiscono di una detrazione di 200 euro. Ad esempio nella zona di Rimini e di Viterbo ci sono numerosi comuni che rientrano nell’elenco in questione.

Imu agricola: calcolo e aliquota

I comuni possono decidere un’aliquota compresa tra 4,6 per mille e 10,6 per mille. La media applicata nella maggior parte dei comuni è stata di 7,6 per mille. Quindi bisogna controllare, anno per anno, l’aliquota decisa dalla propria amministrazione comunale. Il calcolo avviene con: rivalutazione del 25% e coefficiente di moltiplicazione di 135 (che scende a 75 per chi ha esenzione parziale in quanto coltivatore diretto o imprenditore agricolo) che si applicano al reddito dominicale. Per fare un esempio: al reddito dominicale si moltiplica 1,25 e poi per 135 (o per 75). Al risultato si applica l’aliquota del proprio comune. Per fare un rapido calcolo si può usare il tool presente nella maggior parte delle amministrazioni comunali.

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