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Come richiedere il certificato di abitabilità: guida pratica

Dal 2001, a seguito di un intervento normativo di riorganizzazione in materia edilizia (con il Testo Unico D.P.R. 380/2001), non si ha più la distinzione tra abitabilità riferita agli immobili ad uso residenziale e agibilità per attività commerciali o uso ufficio. Ormai si parla solamente del certificato di agibilità (che mantiene una connotazione specifica solo nel caso dell’autorizzazione ad utilizzare un locale che è stato colpito da sisma o calamità naturali). Questo va comunque richiesto al proprio Comune (dove è ubicato l’immobile), utilizzando di norma il modello appositamente messo a disposizione. In alcuni Comuni (come ad esempio Roma) il controllo dell’esistenza del certificato di abitabilità può avvenire comodamente online.

Chi deve fare la richiesta e quando?

Devono richiedere il rilascio del certificato, il costruttore, in caso di una nuova costruzione (vedi anche Acquisto casa dal costruttore ), oppure colui che ha richiesto la dichiarazione di inizio attività, nel caso di opere di ristrutturazione (vedi anche Detrazione ristrutturazione ) per le quali si hanno modifiche che impongono un nuovo controllo sul possesso dei requisiti di sicurezza, di salubrità ed anche di efficienza energetica.

La domanda va fatta entro 15 giorni dalla conclusione dei lavori (il rischio se non si ottempera è quello di dover pagare una sanzione amministrativa di importo compreso tra i 77 euro e i 464 euro), e presentata allo Sportello Unico del Comune. Per quanto riguarda la documentazione necessaria va fatta una distinzione tra quella richiesta dal Testo Unico e quella prevista dal Comune o dalla Regione. Infatti per alcune situazioni, come ad esempio l’abitabilità di un sottotetto o mansarda, ci sono notevoli differenze a livello regionale e, in alcuni casi, vanno controllate anche quelle specifiche del proprio comune. La documentazione che deve essere allegata a livello nazionale comprende:

  • richiesta accatastamento casa o edificio;
  • dichiarazione conformità dei lavori rispetto al progetto originario;
  • dichiarazione avvenuta “prosciugatura” dei muri e di salubrità degli ambienti;
  • dichiarazione conformità degli impianti alle norme sulla sicurezza;
  • attestato di “prestazione energetica” (sia per costruzione che per ristrutturazione post 2005);
  • certificato “collaudo statico”;
  • certificato conformità “norme antisismiche” dove previsto;
  • certificazione in materia di “superamento delle barriere architettoniche”.

Tempi e iter

Una volta perfezionata la presentazione della domanda, lo Sportello Unico che l’ha ricevuta comunica il nome del responsabile dell’iter. La tempistica è di 30 giorni (dalla data di ricezione della domanda) trascorso il quale si ha il silenzio assenso (per il quale si raggiungono i 60 giorni se non c’è stato il parere dell’ Asl e si procede per autocertificazione ma solo per la richiesta di abitabilità per una casa). I 30 giorni possono essere sospesi se deve essere presentata altra documentazione.


 

 

 

 

 

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