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Anticipo di TFR

In caso di acquisto dell’abitazione principale (per sé o per i propri figli), i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) hanno la possibilità di richiedere l’anticipo del trattamento di fine rapporto (TFR) o dell’indennità di liquidazione. Soluzione che potrebbe risultare utile al fine di:

  • evitare di ricorrere al mutuo
  • integrare l’importo di mutuo
  • contenere i costi derivanti da un’eventuale richiesta di mutuo con LTV superiore all’80%.

 

L’anticipo di TFR può essere richiesto una sola volta e per un ammontare pari al 70% di quanto maturato in un periodo non inferiore ad 8 anni, presso lo stesso datore di lavoro.
Inoltre, il datore di lavoro è obbligato a soddisfare le richieste di anticipo TFR fino ad un massimo del 4% del totale dei dipendenti dell’azienda o fino al 10% degli aventi diritto.

L’anticipo di liquidazione può essere richiesto anche sul Tfr conferito a un fondo di previdenza complementare, fino al 75% della posizione maturata e dopo 8 anni di iscrizione al fondo. In questo caso, l’anticipo può essere chiesto, oltre che per l’acquisto anche per la ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé o per i propri figli.
Infine è bene sottolineare che la negoziazione contrattuale aziendale può prevedere una deroga ad alcuni vincoli di legge, come ad esempio la possibilità di richiedere l’anticipazione anche prima degli 8 anni di servizio.

Anticipo di TFR o Mutuo ?

E’ più conveniente comprare casa stipulando un mutuo o chiedendo l’anticipo di TFR?
Per rispondere a questa domanda bisogna fare una serie di valutazioni oggettive (andamento prezzi delle case, tassi del mutuo, rivalutazione del tfr, ecc.) e soggettive (propria situazione economica e reddituale)

In primo luogo è necessario considerare la rivalutazione annua del TFR, pari a circa il 3%, a cui ovviamente si andrebbe a rinunciare in caso di anticipo di liquidazione.
In secondo luogo è necessario confrontarlo con:
 

  • l’andamento dei prezzi delle case (negli ultimi anni è stato decisamente superiore rispetto alla rivalutazione del tfr);
  • il tasso di interesse del mutuo (in media pari a circa il 4,5%, anche in questo caso superiore rispetto alla rivalutazione del tfr) e i vari costi accessori (spese notarli, perizia, assicurazioni, ecc.)

Di contro, è necessario valutare anche la detraibilità degli interessi passivi dei mutui accesi per l’acquisto della prima casa (si può recuperare fino ad un massimo di 760 euro annui).

In genere dunque, nel caso in cui sia possibile, la soluzione più opportuna potrebbe essere quella di utilizzare l’anticipo di TFR, considerando un’ulteriore vantaggio: quello di non essere impegnati con un mutuo ipotecario che tralaltro precluderebbe l’accesso ad altri finanziamenti. Si consideri, infatti, che per ottenere un finanziamento il rapporto rata/reddito (mensile) non può superare 1/3.

Per ulteriori approfondimenti vedi anche:
Importo massimo del mutuo