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Atto provenienza immobile: attenzione alle donazioni!

Un documento necessario per poter richiedere un mutuo, o per poter procedere ad una operazione di vendita di un immobile è quello dell’atto di provenienza, che sarà richiesto sia dalla banca che dal notaio preposto a completare la relazione notarile (vedi: Notaio mutuo) e a preparare l’atto di vendita. In alcuni casi, tra cui l’atto di provenienza frutto di donazione (vedi: Mutuo su casa in donanzione), è fortemente sconsigliato procedere ugualmente all’acquisto, anche se la legge di fatto non lo impedisce (a causa dei pericoli legati all’aggiramento dell’asse ereditario).

Dove richiederlo?

Si tratta di un documento di natura pubblica, che attesta la proprietà a pieno titolo di un immobile (o se vi sono delle limitazioni, ecc), legittimandone la cessione da parte del proprietario. L’atto di provenienza può essere rappresentato da:

  • un atto notarile di compravendita (la copia va richiesta al notaio che lo ha redatto e registrato, oppure la richiesta va fatta presso l’archivio notarile dove operava il notaio che se ne è occupato);
  • da un atto di aggiudicazione del tribunale in seguito ad assegnazione con asta giudiziaria (la richiesta va fatta alla cancelleria del tribunale stesso);
  • con atto di successione o donazione (da richiede all’Agenzia delle entrate territorialmente competente).

Nel caso di acquisto da un costruttore, allora in sostituzione del solo atto di provenienza, bisogna richiedere l’atto di proprietà dell’immobile da parte del venditore, la concessione edilizia ed eventuali variazioni in corso di opera.

Atto di provenienza e donazione: attenzione ai tempi

L’unico problema che si può incontrare è quello dei tempi. La legge ha fissato un tempo di 10 anni, a decorrere dalla data di decesso del donante o 20 anni dall’atto della donazione se il donante è ancora in vita, entro il quale gli altri eredi possono rivalersi se ritengono di avere un diritto anche sull’immobile donato.

A prescindere dall’esito della causa, che potrebbe lasciare lo stato di cose così com’è (quindi con gli eredi insoddisfatti), le banche e i potenziali acquirenti sono giustamente poco propensi a lasciarsi coinvolgere in una diatriba che può portare a un grave danno economico. Il problema della donazione quindi si risolve solo se sono trascorsi i tempi che la legge ha imposto per la prescrizione.


 

 

 

 

 

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