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Concessione edilizia: guida ed informazioni utili

La concessione edilizia, come atto amministrativo, si trova a cavallo tra quello che è un atto dovuto da parte dell’amministrazione comunale (il rilascio è competenza dei dirigenti comunali), ed una modalità di controllo che le trasformazioni di natura edile siano conformi al piano urbanistico ed alle disposizioni di legge.

La concessione edilizia e il permesso di costruire, sono quindi soggetti a delle limitazioni temporali e vengono rilasciati dietro il pagamento di un “contributo concessorio” (tranne alcune ipotesi di esenzione per i quali bisogna informarsi presso il proprio comune).

Durata dell’iter e del permesso

Una volta presentata la domanda di concessione edilizia, il responsabile addetto alla valutazione della richiesta ha tempo 60 giorni per vagliarla e formulare la propria relazione motivata con le conclusioni sull’istruttoria stessa. Entro i successivi 15 giorni dalla scadenza le autorità competenti devono rilasciare il provvedimento.

Per la durata dei lavori e quindi della concessione, non c’è un termine prefissato dalla legge (purché l’inizio dei lavori avvenga entro un anno e quello di ultimazione entro massimo tre anni), ma comunque sia l’inizio attività che la conclusione dei lavori, vanno indicati nella domanda di concessione edilizia.

Concessione edilizia in sanatoria

A differenza del condono che ha un carattere eccezionale è prevista la possibilità di richiedere la concessione edilizia in sanatoria, che serve per rendere conformi o legittimi dei lavori fatti in assenza di concessione (quindi non è di tipo ex ante ma solo successivo all’esecuzione dei lavori).

Non è scontato che venga concessa, essendo ‘dedicata’ a quei lavori realizzati che avrebbero ottenuto anche in precedenza il permesso di costruire, rientrando nel piano urbanistico. Tuttavia la valutazione viene fatta al momento della richiesta stessa e in considerazione delle leggi vigenti in quel momento (e non all’epoca dei lavori).

Esempio particolare di concessione in sanatoria, scaduta e lavori non ultimati

Una situazione che capita abbastanza di frequente, è quella in cui i termini di concessione scadono senza che i lavori siano giunti al termine. La legge che regola la concessione edilizia stabilisce che entro il termine della concessione i lavori devono essere finiti e l’opera deve avere i requisiti di agibilità e/o abitabilità.

Nel caso in cui si giunga al termine temporale della richiesta per inerzia del richiedente sopraggiunge anche la decadenza della concessione. Se ci sono altre ragioni che hanno ritardato i lavori, allora il richiedente la concessione ha la possibilità di chiedere una proroga alle amministrazioni comunali (vedi anche Cos’è la planimetria catastale), motivando le ragioni del ritardo e della nuova domanda.


 

 

 

 

 

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