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Cosa fa e se conviene un mediatore creditizio

La possibilità di rivolgersi ad un mediatore creditizio per la richiesta del mutuo è passata da uno stato di moda ad una condizione di lusso, a causa delle commissioni praticate che vanno da un minimo del 2% ad un massimo del 6%. Si tratta di percentuali che possono tuttavia variare da Regione a Regione, ma soprattutto in funzione della difficoltà della pratica e delle capacità di contrattazione di entrambe le parti interessate.

Va precisato che non c’è nessun regolamento o norma che imponga ad un potenziale mutuatario di doversi rivolgere ad un mediatore creditizio, e che in questo ambito l’unica regola veramente valida è quella dettata dal semplice buonsenso: se la propria situazione creditizia non è del tutto limpida, se la richiesta della somma necessaria è al limite delle possibilità per ottenere una delibera positiva, o se già qualche banca non si è mostrata benevola nelle proprie decisioni, allora la strada del mediatore va presa in seria considerazione.

Gli svantaggi dell’accesso alla mediazione creditizia: scarso controllo e costi elevati

Il primo e più evidente problema, nasce dall’aumento dei costi dell’operazione complessiva, che andranno conteggiati tra le spese implicite del mutuo. Tra le altre cose, le commissioni richieste dai mediatori possono sembrare sulla carta, quando sono espresse ancora come percentuali, poco onerose, ma dato che in realtà si applicano per la somma complessiva di mutuo erogato (cioè la somma richiesta che sarà sempre superiore a quella effettivamente erogata al netto delle spese, costi di assicurazione, ecc) il discorso cambia radicalmente.

C’è anche un altro aspetto negativo, non legato alla sfera economica, ma alle difficoltà che l’intervento di una persona “estranea” può provocare in alcune condizioni particolari: se ci si deve rivolgere ad esempio alla banca del costruttore, o ad una banca che prevede dei tassi particolarmente agevolati in virtù di convenzioni (legate alla professione, all’azienda o anche al venditore), l’intervento del mediatore anziché semplificare le procedure potrebbe portare a ritardi e problemi anche minimi, ma comunque fastidiosi.

Infine, e questo aspetto non è mai da sottovalutare perché bisogna rimettersi semplicemente alla correttezza di ciascun individuo, la figura del mediatore creditizio non è soggetta a particolari forme di controllo, e ciò può esporre a dei rischi ‘collaterali’ con conseguenze sgradevoli.

I vantaggi della consulenza di un mediatore creditizio: comodità e pluralità di scelta fra banche

Chi svolge come funzione principale quella del mediatore creditizio ha inevitabilmente dei contatti con un certo numero di banche e di finanziarie. Ciò porta a due conseguenze: la prima è che il mediatore conosce le logiche utilizzate nelle valutazioni, le politiche interne e gli aspetti critici, per cui è in grado di indirizzare meglio i potenziali mutuatari, verso quella banca che dà la giusta importanza alle situazioni che accompagnano la richiesta stessa. Ad esempio ci sono delle banche che sopportano senza difficoltà segnalazioni per ritardati pagamenti fino ad un massimo di 6, mentre altre, dopo la terza, ‘bollano’ la pratica come eccessivamente rischiosa e la cestinano. Sapere a chi rivolgersi fa risparmiare tempo e energie a tutti.

In secondo luogo, con delle collaborazioni praticamente “fisse”, i mediatori possono contare sempre sugli stessi interlocutori, che potranno, ad esempio, mostrarsi più aperti nel consigliare le modifiche necessarie perché una pratica a rischio diventi molto più fluida, e che spesso concedono anche delle piccole riduzioni sugli spread o sulle spese di accensione dei mutui.

Tra i vantaggi c’è anche l’aspetto di avere una persona che si occupa di raccogliere gran parte della documentazione necessaria, sollevando da questa incombenza coloro che hanno già poco tempo da spendere in queste faccende.

Come scegliere il mediatore creditizio

La serietà e la professionalità devono essere i principali requisiti da valutare, mentre sul discorso dei costi di commissione è meglio scendere nel merito solo in un secondo momento, dando fondo a tutte le proprie capacità di negoziazione. Per trovare le persone più affidabili, le referenze rimangono l’unica via percorribile, meglio se provenienti da persone estranee all’iter di richiesta del mutuo (non fidarsi delle persone consigliate da una banca che giudica una pratica “difficile” ad esempio). In più nel contratto va fatto specificare che il mediatore offrirà la propria assistenza per tutte le fasi che accompagnano una richiesta di mutuo fino alla firma davanti al notaio.


 

 

 

 

 

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