Agevolazioni per la ristrutturazione della casa

I proprietari degli immobili che effettuano lavori di ristrutturazione, possono godere della detrazione d’imposta Irpef del 36%.

Le condizioni necessarie per usufruire della detrazione sono:

  • l’importo massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 48.000 euro per unità immobiliare;
  • la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali equivalenti, fatta eccezione per coloro che hanno superato i 75 anni di età (80 per i titolari di altri diritti reali sull’immobile) i quali possono ripartire la detrazione in 5 anni (3);
  • se l’intervento oggetto della detrazione è una prosecuzione di lavori iniziati dopo il primo gennaio 2002, i costi già sostenuti concorrono al calcolo del limite di 48.000 euro precedentemente indicato;
  • l’impresa esecutrice deve indicare distintamente il costo per manodopera in fattura.

Godono della detrazione tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, i restauri e le ristrutturazioni per i singoli appartamenti e gli immobili condominiali, gli interventi a favore dei portatori di handicap, le opere volte ad evitare gli infortuni domestici e le installazioni di sistemi di sicurezza.

Per usufruire della detrazione bisogna:

  • comunicare l’inizio dei lavori all’Agenzia delle entrare inviando l’apposito modulo a mezzo raccomandata;
  • comunicare l’inizio dei lavori all’Azienda Sanitaria Locale competente, qualora sia previsto tale obbligo;
  • pagare le spese detraibili tramite bonifico indicando la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto ordinante i lavori e la partita IVA (o codice fiscale) di chi li esegue.

Infine abbiamo i lavori di riqualificazione energetica, che mirano a migliorare l’efficienza energetica dell’intero edificio come l’installazione di pannelli fotovoltaici o solari termodinamici, gli impianti di riscaldamento, infissi e strutture opache verticali e orizzontali. Tutti questi interventi godono della detrazione IRPEF del 55%.

Per tali detrazioni occorre sempre inviare richiesta all’Agenzia delle Entrate ma c’è bisogno anche della certificazione energetica rilasciata dalla propria Regione, e della comunicazione di alcuni documenti all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

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