Importo dell’ipoteca casa

L'ipoteca garantisce alla banca il diritto di "rivalsa", ovvero, il diritto a soddisfarsi su ciò che viene ricavato dalla vendita all'asta dell'immobile in caso di inadempimento del debitore. Tuttavia, esiste un limite che impone alla banca di entrare in possesso solo di una parte del ricavato: si tratta della percentuale stabilita nell'ipoteca, di solito compresa tra il 150% e il 300% dell'importo finanziato.
La banca, quindi, attraverso l'ipoteca si tutela per recuperare non solo il capitale finanziato ma anche gli interessi persi, eventuali interessi di mora, premi assicurativi, spese per la vendita all'asta, notaio, fisco, ecc.

Attenzione ai costi dell’ipoteca !
Riduzione e aumento della somma ipotecaria iscritta

La disciplina del credito fondiario consente due importanti modifiche sull’importo dell’ipoteca:

  • In caso di mutuo a tasso variabile la banca può aumentare l’importo dell’ipoteca all’aumentare dei tassi.
  • Il mutuatario ha diritto a ridurre l’importo iscritto in ipoteca al decrescere del debito

Riguardo al primo punto appare evidente che ipoteche di importo elevato potrebbero rappresentare un onere eccessivo per il mutuatario; si ricordi, infatti, che il costo notarile si basa sull’importo iscritto in ipoteca e non sull’importo del mutuo.
Dunque, “spuntare” un importo di ipoteca più contenuto consentirebbe di risparmiare diverse centinaia di euro sul fronte dei costi notarili, considerando, inoltre, che una variabile di questo tipo non è considerata nel calcolo dell’ ISC.

Riguardo al secondo punto, la possibilità di ridurre proporzionalmente l’importo d’ipoteca potrebbe favorire il mutuatario che avesse la necessità di ricorrere ad un nuovo finanziamento.

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