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Mutuo Agevolato: è il mutuo più conveniente ?

Che cosa si intende con “mutui agevolati” e a chi sono riservate le agevolazioni?

In modo molto sintetico possono essere definiti come quei mutui per i quali la legge prevede la corresponsione di un contributo a favore del mutuatario che soddisfi determinati requisiti previsti dal regolamento.

Affianco a questa tipologia individuata dalla legge, troviamo anche i mutui convenzionati, che nascono in virtù di accordi con particolari enti o associazioni di categoria, con il fine di ottenere delle condizioni migliori (vedi anche Risparmiare sul mutuo), per i soli iscritti o associati, rispetto a quelle che le stesse banche offrono alla propria clientela.

Questa modalità ha preso piede anche nel settore privato, con accordi tra Istituti di credito e singole aziende, con il fine di offrire un plus ai dipendenti, anche se con una portata limitata (ad esempio agevolazioni sulle spese accessorie, piccola riduzione dello spread, ecc).

Agevolazioni di tipo pubblico

Esistono due tipologie di agevolazioni: quelle di tipo diretto e quelle di tipo indiretto. Per quelle di tipo diretto, in linea teorica il contributo viene erogato direttamente alla banca mutuante convenzionata con l’ente o aderente al Fondo stanziato, ed è utilizzato per il rimborso del capitale o di una parte degli interessi.
Nella pratica però, molto spesso sarà il mutuatario a dover anticipare il contributo che poi gli sarà rimborsato successivamente dall’ente preposto. Il ritardo nel rimborso del contributo può arrivare fino ad anni tot dall’invio della richiesta, comportando notevoli disagi per chi si appresta a stipulare un “mutuo agevolato”.

La agevolazioni di tipo indiretto, che si sono affermate soprattutto negli ultimi anni, generalmente prevedono l’istituzione di un Fondo di garanzia (come il Fondo per i giovani, il Plafond casa, ecc). Quindi non si ha alcun trasferimento delle somme stanziate, alle quali le banche potranno attingere solo nel caso in cui i mutuatari dovessero essere insolventi.

Da una parte si risolve il problema dei ritardi e i disagi che ne possono derivare, così come invece accade per quelli diretti. Di contro non si ha un risparmio sull’onerosità del mutuo, ma ci si dovrà rimettere alla “bontà” delle condizioni delle banche proponenti.

Altra differenza tra le due tipologie di agevolazioni, è riconducibile al fatto che generalmente i contributi pubblici diretti sono erogati dalle Regioni, anche se in alcuni casi è prevista assistenza da parte dello Stato. Invece quelli indiretti sono gestiti sempre a livello centrale, tramite il Ministero interessato o proponente l’iniziativa.

Requisiti necessari

A seconda della Regione o comune di residenza, possono accedere a mutui agevolati varie categorie di persone, quali disabili, giovani coppie, dipendenti pubblici, etc., in possesso di determinati requisiti stabiliti di volta in volta dal regolamento (reddito, composizione del nucleo familiare, ecc.).

I fondi di “garanzia” sono stati destinati soprattutto alle categorie più svantaggiate economicamente, in primo luogo i giovani (con un’età massima che può essere di 35 o 40 anni a seconda della tipologia), ed esclusivamente all’acquisto della prima casa. Sono imposti poi ulteriori requisiti legati ad esempio all’immobile scelto. Nonostante le differenze introdotte dai vari regolamenti, non sono mai ammessi gli immobili di lusso, e viene stabilita una soglia massima del prezzo accettabile, che è stata per lo più concentrata sui 250 mila euro.

Attenzione alla reale convenienza dei mutui agevolati !
Oltre al problema già descritto, relativo al ritardo nell’erogazione del contributo, è necessario fare un altro tipo di valutazione: il costo totale del mutuo agevolato è sufficientemente inferiore a quello di un mutuo non agevolato ma offerto in promozione da una banca ?
Se la risposta è affermativa allora vale sicuramente la pena valutare con attenzione questo tipo di opportunità, dialogando tranquillamente con la banca di riferimento per ottenere ogni tipo di assistenza: dalla compilazione della domanda all’erogazione del mutuo agevolato.
Anche in questo caso però è necessario considerare che talvolta la banca pone a carico del futuro mutuatario una particolare spesa di “istruttoria pratica”, relativa alla gestione della comunicazione fra Ente Pubblico e cliente. Tale spesa aumenta in base alla complessità dell’iter burocratico da seguire.

Infine c’è l’aspetto dei limiti a cui si deve sottostare sia per importo che per durata. Per fare un esempio ci sono i mutui Inpdap, che prevedono una somma massima erogabile di 300 mila euro, oppure quelli convenzionati con liberi professionisti (avvocati, medici, ecc), che spesso non superano una somma massima di 150 mila euro di finanziamento e difficilmente vanno oltre i 20 anni.

Alcuni esempi di mutui agevolati sono:

Mutuo agevolato Inpdap: riservato a conduttori con limiti di reddito stabiliti dal D.L. n. 104 del 1996.
Mutuo INPDAP: riservato agli iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali
Mutuo agevolato prima casa: riservato a chi intende acquistare l’abitazione principale.
Mutuo agevolato redditi bassi: riservato a famiglie con reddito complessivo ISEE basso.
Mutuo Giovani: riservato a lavoratori atipici e Mutui under 35.
Mutuo militari: riservato a coloro che lavorano nelle forze armate.
Mutuo regionale: riservato dalle Regioni a coloro che acquistano la prima casa;

Mutui Enasarco
Mutui Enpam

Mutui Inarcassa
Mutui agevolati giovani coppie

Fondo giovani coppie e Plafond Casa

I mutui agevolati per le giovani coppie, rientrano nell’agevolazione accessibile tramite fondo stanziato dal decreto n. 256 del 17 dicembre 2010, che istituisce il Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali (per maggiori informazioni vedi anche Mutuo prima casa per giovani).

Il mutuo è riservato a coppie di età inferiore a 35 anni, con o senza figli a carico e reddito complessivo (ISEE) inferiore a 35.000 euro. L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale.
L’importo del mutuo non può essere superiore a 200.000 euro, mentre l’agevolazione consiste nell’applicazione di tassi particolarmente vantaggiosi, sia nel caso del tasso fisso che di quello variabile (tetto massimo).

Mutuo a tasso fisso: tasso massimo pari a I.R.S. + 150 punti base (durate superiori a 20 anni) o I.R.S. + 120 punti base (durate inferiori a 20 anni).
Mutuo a tasso variabile: tasso massimo pari ad Euribor + 150 punti base per durate superiori a 20 anni ed Euribor + 120 punti base per durate inferiori.

Il Plafond Casa è un provvedimento più recente che rientra nei contributi indiretti, ed è nato da una convenzione tra la Cassa Depositi e Prestiti e l’Abi siglata nel 2013. Con questa iniziativa sono stati ripresi alcuni passaggi che erano stati inseriti nel Fondo per le giovani coppie, ma c’è stata un’estensione dell’età massima che è salita ai 40 anni, così come dell’importo massimo del valore (o prezzo) della casa fino a 250 mila euro (350 mila euro se necessita anche di ristrutturazione).

L’acquisto della prima casa è diventato prioritario nell’accesso al Fondo, ma non esclusivo, con possibilità di richiesta anche per la seconda abitazione. I destinatari non sono più solo le giovani coppie, con corsia preferenziale sempre riservata ai giovani, ma anche le famiglie numerose.


 

 

 

 

 

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