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Mutuo inpdap – Consigli ed esperienza personale

Il Mutuo Inpdap è un mutuo ipotecario “agevolato” riservato ai dipendenti dell’amministrazione pubblica (con contratto a tempo indeterminato) e ai pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali.

Attenzione ai Pro e contro !
L’agevolazione principale consiste nelle condizioni applicate al mutuo, in particolare il tasso di interesse, particolarmente vantaggiose rispetto alle offerte delle banche.
Di contro, il mutuo Inpdap non è consigliato a chi ha una certa urgenza, considerati i tempi medi di erogazione che possono arrivare ad oltre un anno dalla richiesta!

Spesso è consigliato stipulare un mutuo a condizioni vantaggiose con una banca e poi effettuare la portabilità non appena possibile con l’Inpdap. In questo caso non si perde l’occasione di diventare proprietari dell’immobile desiderato e si guadagna tempo per riuscire ad entrare nella graduatoria.

Ovviamente per non doversi fare carico di troppi interessi pagati soprattutto all’inizio è bene evitare mutui con elevato pre-ammortamento e optare per prodotti con bassi spread, come ad esempio il Mutuo Valore Italia di Unicredit.

Tipologia mutuo Tasso variabile Tasso fisso
Inpdap Euribor a 6 mesi + 2% 2,95%
Valore Italia Euribor a tre mesi +15% Irs +2%
Valore italia tasso finito n.d. 2%

Caratteristiche del mutuo Inpadap

Finalità: acquisto prima casa o portabilità di mutuo contratto con altro Istituto per acquisto di prima casa (vedi anche Surroga mutuo Inpdap).Il mutuo può essere richiesto anche in caso di ristrutturazione (per manutenzione ordinaria o straordinaria) o per costruzione.

Importo massimo: importo massimo finanziabile non superiore al 100% del valore di perizia dell’immobile. Massimo erogabile 300.000 euro per acquisto o costruzione (75 mila euro se si tratta di un box) o 150 mila euro per la ristrutturazione.

Tipologia tasso: tasso fisso o misto. Il tasso misto prevede un tasso fisso per il primo anno e successivamente variabile indicizzato all’euribor 6 mesi 360 giorni.

Spese: spese di amministrazione pari allo 0,50% dell’importo mutuato; spese di perizia tecnica-estimativa; spese di iscrizione ipotecaria; spese notaio; spese di assicurazione (quest’ultima è a carico del mutuatario che deve scegliere in funzione delle indicazioni date dall’Ivass, con un massimale che per i danni subiti dall’immobile stesso, dipende dal valore periziato mentre in più ci deve essere un massimale di 1 milione di euro come responsabilità civile causata dal proprio immobile a terzi per incendio o scoppio).

Durata: da 10 a 30 anni

Rimborso mutuo: rate semestrali posticipate pagate tramite MAV precompilati. Purtroppo questa modalità di rimborso può creare delle difficoltà a persone che percepiscono uno stipendio mensile di pari importo viste le emergenze che possono capitare nel quotidiano (come lamentato da numerosi utenti nei vari forum). Per ovviare a questo problema anche se non richiesto dall’Inpdap è consigliato aprire un conto corrente a costo zero, oppure un conto deposito o una carta conto così da accantonare la rata del mutuo spettante ogni mese, per poi effettuare il pagamento senza ritrovarsi in affanno alle varie scadenze (ad esempio il conto Corrente Che Banca che non ha alcun canone annuo, oppure il Conto Arancio anche nella versione di conto corrente di Ing Direct oppure Hello!Money). E’ fondamentale scegliere prodotti che abbiano bassissimi costi di tenuta se non addirittura gratis:

I migliori conti correnti a zero spese

Canone annuo Costo Mav Tasso interesse creditore
zero
zero
Sì il conto deposito
zero
zero
si
zero
zero
Sì il conto deposito

Condizioni per la concessione del mutuo

  • L’iscritto deve aver aderito alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali da almeno 3 anni, e, se in servizio, avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato al momento della richiesta. E’ molto importante sottolineare che per l’anzianità dell’attività lavorativa svolta non sono previste delle specifiche limitazioni minime (il che vale tanto per gli insegnanti che i dipendenti del Ministero ecc) purché sia rispettato il periodo di contribuzione al Fondo della Gestione Unitaria.
  • La casa oggetto del mutuo Inpdap deve essere l’unica in proprietà, nell’ambito del nucleo familiare, sul territorio nazionale. Può succedere che in caso di acquisto da parte dei coniugi dei quali solo uno è dipendente pubblico la casa venga cointestata o che si rientri in una situazione di comunione dei beni. In questo caso il coniuge non dipendente pubblico deve essere posto come terzo datore di ipoteca nel contratto di mutuo Inpdap.
  • L’unità abitativa oggetto dell’acquisto non deve presentare le caratteristiche di abitazione di lusso.

Come presentare la domanda di Mutuo Inpdap

1) Scaricare e stampare esclusivamente il modulo presente all’indirizzo (non è più disponibile www.inpdap.gov.it) www.inps.it andando nella sezione “Servizi online” quindi si deve entrare nella sezione Servizi Gestione Dipendenti Pubblici (exInpdap) e quindi selezionare “Amministrazioni ed Enti”.
2) Inviare la domanda tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’ufficio Inpdap competente per Territorio (in base all’ubicazione della casa oggetto di mutuo), esclusivamente nelle date: dal 1° al 10 gennaio, dal 1° al 10 maggio e dal 1° al 10 settembre di ogni anno.
3) Allegare tutta la documentazione prevista dal Regolamento Inpdap, pena il rigetto della domanda. A riguardo non ci sono state delle novità sul regolamento per il 2016 e quello di riferimento rimane ancora quello che risale al 2011.

Come si forma la graduatoria finale ?
Ogni quadrimestre tutti gli Uffici Provinciali e Territoriali provvedono alla determinazione della graduatoria assegnando punti diversi in base ai seguenti parametri:

– Composizione del nucleo familiare (numero componenti, portatori di handicap grave, matrimonio contratto da non più di 3 anni)
– Reddito familiare imponibile

A parità di punteggio si considera l’anzianità di iscrizione alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali. La concessione del mutuo avviene fino a quando il fondo stanziato è capiente ovvero in grado di coprire le richieste fatte con assegnazione che segue la graduatoria. Una volta che il fondo è finito si dovrà attendere un nuovo stanziamento e ripresentare la domanda, sperando di rientrare nella graduatoria successiva.

Attenzione !

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