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Calcolo rata mutuo 15 anni: conviene davvero?

La convenienza di un mutuo è legata a numerosi fattori. Alcuni non sono di semplice ed immediata individuazione, mentre altri, come nel caso della durata, possono essere quantificati in modo molto più semplice, ma solo a condizione che si includano altri parametri, tra i quali spiccano soprattutto i tassi di interesse applicati.

In linea di principio, tra tasso fisso o variabile, quando i tassi applicati sono molto vicini, non c’è molto margine di differenza nei semplici calcoli. Ciò nonostante per una scelta oculata e consapevole si dovranno considerare anche altri fattori, e soprattutto fare un’analisi sulla situazione personale. In particolare andiamo a valutare quando conviene un mutuo a 15 anni, a chi conviene e quali sono i parametri collegati che permettono di arrivare a fare la scelta migliore.

Per fare questi confronti scegliamo come importo da richiedere quello più ricercato dagli italiani, indipendentemente dal target al quale appartengono, ovvero un mutuo di 100.000 euro. E’ buona regola scegliere un tool di calcolo presente sui siti indipendenti (quindi estraneo ai comparatori), ed impiegare sempre lo stesso. Inoltre nel confronto tra le differenti durate, bisognerà fare le stesse simulazioni cambiando un solo parametro per volta. Questi cambi riguarderanno il tasso di interesse (per il nostro calcolo abbiamo scelto uno del 3% e uno del 6%) e la durata lasciando sempre invariato l’importo di richiesta del mutuo.

Approfondimento: Richiesta mutui prima casa.

Confronto con i mutui a 20 e 10 anni

Durata 10 anni

Per semplicità riportiamo i parametri che utilizzeremo nel confronto, ricordando che in questo calcolo non terremo conto delle differenze tra tasso fisso o variabile, in quanto a parità di tasso il sistema calcolerebbe lo stesso identico piano di ammortamento. I dati utilizzati sono:

  • importo del mutuo 100 mila euro
  • durata del piano di ammortamento 10 anni;
  • tasso di interesse 3%
  • rata mensile

Il risultato che otterremo con questi parametri sarà pari a:

  • importo rata mensile di 965,61 euro
  • importo totale restituito alla scadenza (capitale più interessi) pari a 115,872.89 euro
  • in termini relativi incidenza degli interessi passivi sul finanziamento pari a 13,7%.

Ora facciamo lo stesso calcolo lasciando tutti i dati invariati ad eccezione del tasso, che in questo caso sarà del 6%. I risultati che otterremo con queste premesse e una durata sempre di 10 anni saranno:

  • importo rata mensile di 1110,21 euro
  • importo totale restituito alla scadenza (capitale più interessi) pari a 133,224.60 euro
  • in termini relativi incidenza degli interessi passivi sul finanziamento pari a 24,9%.

Con il raddoppio del tasso di interesse, notiamo che la rata sale “solamente” di circa 150 euro al mese, ma il peso degli interessi passivi praticamente sarà più del doppio, con un aumento dell’incidenza degli interessi passivi si circa il 10% in più.

Durata 20 anni

Ora dobbiamo fare le stesse simulazioni considerando invece la durata di 20 anni, facendo il calcolo sia per un tasso piuttosto basso, pari al 3% che per uno medio-alto pari sempre al 6%. Quindi avremo le seguenti situazioni:

  • importo del mutuo 100 mila euro
  • durata del piano di ammortamento 20 anni;
  • tasso di interesse 3%
  • rata mensile

Il risultato che otterremo con questi parametri sarà pari a:

  • importo rata mensile di 554,60 euro
  • importo totale restituito alla scadenza (capitale più interessi) pari a 133,103.42 euro
  • in termini relativi incidenza degli interessi passivi sul finanziamento pari a 24,9%.

Rifacendo il calcolo con il tasso di interesse del 6% invece avremo:

  • importo rata mensile di 716,43 euro
  • importo totale restituito alla scadenza (capitale più interessi) pari a 171,943.45 euro
  • in termini relativi incidenza degli interessi passivi sul finanziamento pari a 41,8%.

Con questo confronto vediamo che allungando la durata di 10 anni, l’alleggerimento della rata sarà di circa 400 euro mensili, mentre il peso degli interessi sarà più del doppio. Quindi i benefici ottenuti con l’allungamento sulla sostenibilità della rata rischiano di essere insufficienti rispetto al maggior esborso che si deve sostenere.

Durata 15 anni

A questo punto andiamo a fare la simulazione per la durata media che, in modo classico, viene considerata la “migliore” specialmente per un importo medio di mutuo da 100 mila euro. Anche in questo caso faremo le simulazioni su un tasso del 3% e su uno del 6%. Quindi ci troveremo davanti alle seguenti situazioni:

  • importo del mutuo 100 mila euro
  • durata del piano di ammortamento 15 anni;
  • tasso di interesse 3%
  • rata mensile

Il risultato che otterremo con questi parametri sarà pari a:

  • importo rata mensile di 690,58 euro
  • importo totale restituito alla scadenza (capitale più interessi) pari a 124,304.70 euro
  • in termini relativi incidenza degli interessi passivi sul finanziamento pari a 19,6%.

Con il tasso di interesse del 6% avremo invece:

  • importo rata mensile di 843,86 euro
  • importo totale restituito alla scadenza (capitale più interessi) pari a 151,894.23 euro
  • in termini relativi incidenza degli interessi passivi sul finanziamento pari a 34,2%.

Diventa chiaro con questo calcolo che il mutuo 15 anni, nel complesso si conferma realmente la soluzione migliore perché coniuga al meglio la sostenibilità della rata con un aumento del tasso di interesse accettabile rispetto alla durata dei 10 anni. Tale incremento degli interessi passivi sarà infatti di circa 8000 euro da suddividere nei 5 anni in più del piano di ammortamento (N.B. circa 20 mila euro in meno rispetto ad un mutuo di 20 anni).

Conclusioni

I calcoli matematici sono un valido aiuto quando dobbiamo vedere su quale durata del mutuo orientarci, e nel caso di quelli di 15 anni, siamo riusciti a dimostrare che si tratta di una durata ottimale. Tuttavia ci sono anche degli aspetti critici, per lo più legati alla scelta del tasso.

Se in generale vale la regola, quando siamo indecisi tra tasso fisso o variabile, che maggiore è la durata e maggiore è il vantaggio che otteniamo con le oscillazioni del tasso variabile rispetto a quello fisso, quando ci troviamo davanti ad una durata di 15 anni la situazione cambia. Infatti ci troviamo esattamente in un punto di equilibrio che non offre aiuti nella scelta per cui ci si dovrà concentrare sulle altre valutazioni comunque obbligatorie da compiere.

Guida durata Mutuo


 

 

 

 

 

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