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Mutuo chirografario: tassi, durate, importi e possibili eccezioni

Generalmente quando si sente parlare di mutuo si è portati a collegarlo direttamente con una forma di finanziamento assistito da ipoteca come garanzia. In realtà la normativa parla genericamente di “mutuo” quando si riferisce ad un finanziamento, e nel caso specifico si aggiunge “chirografario” quando si vuole proprio specificare che non c’è alcuna iscrizione di ipoteca. Quindi, se da una parte il mutuo fondiario rientra nella categoria di quello ipotecario, quando viene meno l’iscrizione di ipoteca automaticamente si rimanda a quello chirografario, che può essere “finalizzato” oppure non finalizzato (in quest’ultimo caso si ha un prestito personale).

Questa tipologia di finanziamento è generalmente di medio o lungo periodo (il più delle volte supera i 18 mesi ma non si protrae oltre le 60 mensilità, anche se non mancano delle eccezioni), e può essere utilizzato tanto dalle aziende (ad esempio per compensare o sopperire a squilibri di liquidità) che ai consumatori.

Costo e garanzie

Una volta che sono stati dissolti i dubbi riguardo alla domanda “cos’è”, non rimane che fare una valutazione sul costo, sia per quanto riguarda il calcolo degli interessi, che per la presenza di spese accessorie. Partendo da queste ultime sono presenti: l’imposta sostitutiva e le spese di istruttoria, mentre si risparmia, ovviamente, sul perito per quanto concerne l’iter svolto direttamente dalla banca, e sull’onorario del notaio oltre che sulle imposte per l’iscrizione di ipoteca (vedi anche Grado ipoteca) .

Ciò non significa che non saranno richieste altre forme di garanzie (che potranno essere anche classificate come “reali”), che verranno definite in funzione del rischio collegato all’operazione. Per quanto riguarda i tassi, la loro entità è maggiore rispetto ad un mutuo ipotecario visto che, nel caso in cui ci fossero problemi nel rimborso, e una parte del mutuo risultasse non pagato, l’iter per il recupero delle somme sarà, al pari di un prestito personale, meno agevolato e diretto rispetto alla presenza della garanzia dell’ipoteca. Inoltre c’è da considerare, nel calcolo della convenienza, che nel caso di un mutuo per acquisto prima casa si ha la detrazione fiscale, che invece non è prevista in un normale finanziamento (vedi anche Detrazione mutuo 730).

Conclusioni

Se da una parte si risparmia qualcosa su alcune voci di spesa, specialmente per un piano di ammortamento lungo, ciò che si spende in più sugli interessi difficilmente giustifica la scelta di privilegiare questa strada, se si ha la possibilità di utilizzare l’alternativa del mutuo ipotecario o fondiario.

Esempi

  • Le grandi banche come Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno prodotti ad hoc. Ad esempio Unicredit offre la versione a 2 o 5 anni dedicata alle pmi, sia a tasso fisso che variabile;
  • Bcc per i privati, destinato sempre all’edilizia residenziale, prevede una soluzione che parte da 75 mila euro, a tasso fisso, da rimborsare al massimo in 96 rate;
  • Banca Etica, per i lavori di efficienza energetica, prevede un mutuo chirografario, fino a 150 mila euro, da restituire dai 19 alle 120 mensilità.

 

 

 

 

 

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