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Mutui con il miglior spread: esempi pratici e consigli per risparmiare

Fin dai suoi inizi, il 2015 si era presentato come un anno molto favorevole per quanti fossero in cerca di un mutuo più conveniente rispetto alla media dei tassi applicati sul finire dell’anno precedente, che a loro volta si stavano già sgonfiando rispetto al 2013 e soprattutto l’anno nero rappresentato dal 2012.

Infatti dopo aver aperto con minore resistenza i cordoni della borsa e sistemati i problemi sui bilanci e sull’accantonamento delle riserve, le banche sono tornate ad impegnarsi in uno dei settori a maggior rendimento, rappresentato proprio dai mutui.

In un circolo finalmente virtuoso è bastato che qualche grande istituto (come Cariparma e Unicredit, di pari passo con la linea Domus di Bnl) cominciasse a mettere mano ad offerte con spread più bassi e convenienti, che il resto delle banche rapidamente passasse ad una fase di adeguamento della propria complessiva offerta. Tutto questo è stato inizialmente molto favorevole soprattutto con la scelta della surroga, ma una volta che il mercato è diventato dinamico, i benefici hanno coinvolto anche quello degli acquisti e ristrutturazioni (vedi anche Detrazioni ristrutturazione).

Vediamo però quali sono i punti sulla base dei quali gli istituti di credito hanno costruito o rimodellato la propria offerta, per centrare l’obiettivo del mutuo a spread più basso.

Rispetto a quali parametri? Le condizioni per risparmiare

In cambio di una maggiore predisposizione a concedere somme anche importanti, le banche chiedono:

  • una chiara capacità di risparmio (per cui hanno abbassato il LTV con il quale concedere spread più bassi);
  • una riduzione dell’esposizione del rischio di insolvenza, compattando il piano di ammortamento in durate inferiori.

Quindi in sintesi i tassi più appetibili si hanno per mutui con LTV al massimo pari al 50% (con pochissime eccezioni), e con durate ridotte rispetto al classico trent’anni di durata.

La classifica degli spread più convenienti

  • Intesa Sanpaolo non ha mai abbandonato del tutto il settore dei mutui, mantenendo in vita i capisaldi della linea Domus, che ad oggi permette di arrivare a 1,75% per il fisso e 1,15% per il variabile con una durata massima di 10 anni e un LTV al massimo pari al 50%;
  • Anche Unicredit ha scelto una via analoga, e sulla base degli stessi parametri (50% LTV e durata massima decennale), anche qui un tasso finito fisso pari al solo 2%;
  • Webank prevede un tasso molto interessante, ma aggiunge anche un altro limite che è quello di importo pari a 100 mila euro per permettere di ottenere uno sconto un tasso finale, con un LTV al 60%, con spread all’1,5%.

 

 

 

 

 

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