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Mutuo a tasso variabile e rata costante

Si tratta di un particolare contratto di mutuo in cui le oscillazioni dei tassi si riflettono sulla durata del finanziamento e non sull’importo della rata, che rimane fissa. Ebbene, quando gli indici di mercato sono in rialzo la durata del mutuo si allunga, mentre in fase di tassi calanti si riduce.

Attenzione alla durata massima !
La rata fissa non è garantita in maniera assoluta, infatti, oltre un certo limite di durata (solitamente l’estensione massima è 5 anni) alcuni contratti prevedono l’adeguamento automatico della rata, altri la corresponsione di una maxirata finale per la quota capitale ed interessi ancora da rimborsare.

Variabile rata costante vs. Variabile Classico
Rispetto al mutuo a tasso variabile classico, questa soluzione può diventare molto più onerosa in caso di andamento sfavorevole dell’economia di mercato soprattutto nei primi anni del mutuo.

Si consideri infatti che le variazioni dei tassi nei primi anni di ammortamento avranno un’incidenza maggiore sia sulla durata che sul totale interessi da rimborsare; di contro, tali variazioni saranno quasi irrilevanti nell’ultimo periodo del mutuo.

Considerazioni di carattere tecnico e valutazioni finali
Siccome in questo tipo di contratto la rata è fissa e la durata variabile, in caso di aumento dei tassi si avrà un aumento della quota interessi ed una riduzione più consistente della quota capitale, ciò significa avere una base più ampia di capitale su cui calcolare gli interessi nei periodi successivi.

Nel mutuo a tasso variabile classico invece, in caso di aumento dei tassi si avrà sempre un aumento della quota interessi, mentre la riduzione della quota capitale sarà meno pronunciata (vedi anche mutui a tasso variabile).
In conclusione, in condizioni di tassi crescenti, il vantaggio della rata costante si paga attraverso la possibilità di avere un costo di gran lunga superiore, in termini di interessi totali da rimborsare, rispetto ad un mutuo a tasso variabile classico (con effetto maggiormente pronunciato se l’aumento dovesse verificarsi nei primi anni di ammortamento).


 

 

 

 

 

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