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Dalla concessione edilizia al permesso di costruire: le ultime novità

In circa 40 anni la normativa sulle autorizzazioni da ottenere per apportare le modifiche agli immobili ha subito numerose variazioni che hanno portato in primis alla sostituzione della licenza edilizia con la concessione edilizia per ‘approdare’ al permesso di costruire.

A quest’ultimo, con il decreto del Fare, sono state introdotte delle ulteriori modifiche che hanno ammorbidito i regolamenti per la richiesta del permesso di costruire relegandolo a interventi di una certa importanza, sulla scia delle varie disposizioni che hanno cercato di semplificare questo settore (vedi anche Detrazioni fiscali in caso di ristutturazioni).

Rimangono comunque delle differenze, vista l’autonomia di cui godono le Regioni e i Comuni in materia (un esempio si ha con il Piano Casa ed il permesso di costruire convenzionato destinato principalmente ad alcune zone, soprattutto in centro ed adottato non da tutte le Regioni). Va fatta infine una distinzione anche con quello ‘in deroga’ che vede come target gli immobili di interesse pubblico.

Tempi e modalità di richiesta

L’ufficio di riferimento è lo Sportello Unico dell’edilizia (o analogo) del Comune nel quale si trova l’immobile per il quale si richiede il permesso. La richiesta va fatta utilizzando l’apposita modulistica (in comuni grandi come Roma si trova online e può essere scaricata e stampata), e deve essere accompagnata dalla relazione tecnica asseverata e dai progetti redatti da un professionista abilitato.

Possono essere necessari ulteriori documenti a seconda del tipo di intervento che va fatto e, ad esempio, se si tratta di un immobile con vincolo paesaggistico, ecc. Nel caso in cui si dovesse chiedere il permesso di costruire in sanatoria bisogna utilizzare un altro modulo per l’accertamento in conformità, ed anche la relazione tecnica va fatta su dei moduli specifici.

Per la tempistica si hanno vari intervalli di tempo e cioè:

  • dalla presentazione dei documenti l’ufficio ha tempo 10 giorni per nominare un responsabile;
  • il responsabile nominato ha 60 giorni per dare una risposta che può essere positiva, negativa o di integrazione con altri documenti;
  • in caso di richiesta di integrazione della documentazione il richiedente ha tempo 15 giorni.

Con il decreto del fare è stato tolto il silenzio rifiuto.

Conclusioni

Nonostante la volontà del legislatore di snellire via via le procedure che hanno reso spesso farraginoso e molto costoso l’adempimento anche di forme di ristrutturazione non particolarmente importanti, ci sono ancora oggi le difficoltà legate ai regolamenti locali. Quindi al di là delle disposizioni generali (vedi ancher Bonus ristrutturazioni), bisogna chiedere direttamente agli appositi uffici del proprio comune.


 

 

 

 

 

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