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Rapporto rata reddito mutui e prestiti: cosa valutano le banche?

Le banche tra i vari parametri che valutano per decidere se una richiesta di mutuo o di finanziamento possa essere accettata oppure rigettata, utilizzano il rapporto rata-reddito.

Prima di affrontare le ragioni di questa scelta, le sue implicazioni, e le motivazioni di approcci spesso differenti per la determinazione della quota considerata “accettabile”, è necessario partire da un’osservazione che non viene presa in debita considerazione dai potenziali finanziati: in realtà il rapporto rata reddito è molto importante anche per valutare la possibile sostenibilità di una rata, il che dovrebbe sconsigliare l’adozione di una qualsiasi iniziativa volta ad aggirarne il limite imposto, per arrivare ad ottenere il finanziamento ad ogni costo (con tutte le difficoltà che si possono avere in futuro per poi rimborsare le somme dovute).

L’importo legale

La legge non è mai entrata nel merito in modo specifico, fatta eccezione della cessione del quinto dello stipendio o della pensione, dove è il legislatore ad aver stabilito questo rapporto tra l’ammontare del reddito netto e la rata che potrà essere pagata.

Invece per i prestiti od i mutui non ci sono indicazioni specifiche, il che permette alle varie banche di adottare parametri differenti sia riguardo ai prodotti concorrenti (ad esempio il mutuo Bnl a confronto di quello Unicredit), che all’interno della propria offerta (con scelte diverse tra mutuo e prestito personale).

L’unico punto di riferimento univoco è stato quello fatto dalla Banca di Italia che nel 2008, nel pieno della crisi, ha suggerito di prendere come riferimento un rapporto rata-reddito non superiore al 30%, valore al quale ci si sono attenute la maggioranza delle banche. La situazione, complessivamente prevede un range che si attesta al 33 o 35% fino ad un massimo di poco superiore al 40-45%.

Ci possono però essere delle varianti all’interno della stessa banca, in quanto nel calcolo, un soggetto affidabile e con una buona reputazione viene avvantaggiato con l’applicazione di una quota maggiore, mentre uno con poca reputazione (magari al primo finanziamento) ottiene la soglia minima (del 30-33% massimo).

Per queste ragioni cercare informazioni generiche non è utile, ma bisogna informarsi direttamente con i vari istituti di credito, e passare per un preventivo, anche alla luce delle varie voci tramite le quali viene fattivamente determinato il reddito netto preso in considerazione (presenza di straordinari, carichi e assegni familiari, ecc).


 

 

 

 

 

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