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Mutuo casa: 4 trucchi per risparmiare

Esistono regole sempre valide per risparmiare sul mutuo? Come trovare il finanziamento per la casa al miglior tasso? E’ meglio guardare il tasso fisso o quello variabile?

Quando ci troviamo davanti a una delle scelte più impegnative della nostra vita, dobbiamo porci molte domande. Infatti basti pensare che su un’aspettativa di vita di 80 anni oltre un terzo della nostra esistenza viene impiegato per poter pagare un mutuo trentennale. Una percentuale molto elevata che dovrebbe farci comprendere quanto sia importante fare le scelte giuste per arrivare a risparmiare sul mutuo oggi e tra 30 anni.

Regole d’oro per ottenere la massima convenienza

Ogni scelta va fatta personalizzando al massimo tutte le variabili che entrano in gioco quando si sta scegliendo il tipo di mutuo più adatto. Quindi non ci sono soluzioni che vanno bene a tutti e per tutte le situazioni. Tuttavia ci sono dei punti fermi sui quali concentrarsi per arrivare a trovare il miglior compromesso, con l’obiettivo principale che è quello del risparmio diretto e indiretto.

1- Miglior tasso o migliore spread?

Qui per tasso intendiamo quello dato dal parametro di riferimento, che sia fisso o variabile, con l’aggiunta dello spread. In alcuni casi le banche propongono immediatamente il tasso finito, che ingloba già le due componenti succitate. Ovviamente il tasso finito dovrebbe essere, nell’ultima scelta, quello più basso. Non ha senso scegliere come parametro di valutazione il tasso di riferimento, visto che questo è uguale per tutte le banche. Quindi nella comparazione bisogna scegliere se affidarsi allo spread oppure se affidarsi al tasso finito. L’importante è non fare dei confronti misti. Questo discorso diventa ancora più importante nel caso dei mutui con tassi promozionali, dove si dovrà basare tutta la valutazione sul tasso a regime.

2- Tasso fisso o tasso variabile?

Esiste una regola molto diffusa, che ha comunque un suo fondamento di verità, ovvero che nel lungo periodo il tasso variabile è quello che permette di risparmiare di più proprio per le fluttuazioni dei tassi. Tuttavia la condizione eccezionale in cui ci siamo ritrovati nell’ultimo decennio ha aggiunto una variabile in più, ovvero quella del rapporto che effettivamente esiste tra tasso fisso e tasso variabile. Infatti in questo momento stiamo vedendo che lo spread del tasso fisso, tradizionalmente più elevato in modo sensibile rispetto a quello del tasso variabile, può spostare notevolmente l’ago della bilancia, mettendo in evidenza una preferenza delle stesse banche sulla scelta dell’una o dell’altra opzione.

Quindi in fasi in cui i tassi sono particolarmente bassi e soprattutto quasi appaiati, per lunghe durate di rimborso, è meglio scegliere il tasso fisso mentre per durate inferiori al decennio si può puntare nuovamente sul tasso variabile. Questo perché la ciclicità dell’andamento dei tassi non presenta più cicli classici come avveniva fino all’inizio del 2000. Proprio per questo nello scegliere tra tasso fisso o variabile bisogna anche capire in che momento ci si trova per fare la scelta più adatta alla contingenza. A riguardo sono di aiuto le numerose fonti di informazione e recensione reperibili sul web e non solo, e soprattutto i chiari segnali che vengono proprio dalla politica sui tassi adottata dalle banche.

3- Attenzione alla “finalità”

A volte si chiede un tipo di mutuo che costa di più perché è dotato di opzioni che non utilizzeremo mai. Un esempio è il variabile con cap, oppure le opzioni di cambio tasso quando devono essere “acquistate” a priori, o il mutuo più liquidità o surroga più liquidità ecc. Quando si sta scegliendo un mutuo per risparmiare bisogna avere le idee chiare sul tipo di utilizzo che se ne farà e di come gli strumenti che mette a disposizione verranno usati. In particolare i piani con rata costante e durata variabile non convengono quasi mai, a meno che non si sia di fronte a un lungo periodo di tassi bassi.

4- Non sottovalutare la durata

Il piano di ammortamento alla francese sconsiglia in partenza durate molto lunghe. Tra un mutuo di 30 anni e uno di 25 anni, anche su importi non elevatissimi come 100 mila euro, si può notare una differenza notevole per il monte interessi pagato. Se fosse possibile un mutuo andrebbe scelto di 10 o massimo 20 anni. Solo se non si ha possibilità di optare per durate più brevi allora si può prendere in esame di utilizzare tutti i 360 mesi previsti dai contratti più lunghi. Quando poi si hanno dei risparmi che possono essere utilizzati per poter risparmiare sul mutuo, rimborsando una quota capitale, non si deve mai cadere nella tentazione di richiedere un abbassamento della rata, quanto piuttosto mantenerla allo stesso livello e ottenere una riduzione della durata.

Approfondimento: Trova il mutuo migliore e Ricerca mutuo.


 

 

 

 

 

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