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Surroga mutuo Inps: costi, limitazioni ed opinioni sulla convenienza

Tutti gli enti o le banche e finanziarie che prevedono l’erogazione di mutui devono essere disposte anche a offrire almeno un’alternativa per l’esercizio del diritto di portabilità o surroga attiva, e l’Inps non fa alcuna eccezione. Inoltre con l’approvazione del nuovo regolamento (approvato e rimasto invariato dal 2011, ad oggi 2015, quindi con le medesime condizioni sui tassi, sulla richiesta dei documenti, ecc), è stata superata la grande limitazione a cui andavano incontro gli aventi diritto alla richiesta della surroga al mutuo più vantaggioso, offerto dall’ Inpdap, che prevedeva il pagamento di costi notarili e spese di gestione che rimanevano a carico del richiedente, e che ha portato anche al pagamento di una multa inflitta dall’Antitrust, risalente al 2010.

Oggi infatti, nello stesso regolamento è stato specificato che non ci sono costi applicati alla portabilità. Tuttavia rimangono le stesse modalità di accesso, di approvazione e la necessità di essere titolare degli stessi requisiti, previsti per la richiesta del mutuo di acquisto (vedi anche Mutuo acquisto prima casa) o costruzione (quindi stessi limiti di importo, ecc).

Come richiedere la portabilità da banca o finanziaria?

Per procedere alla surroga mutuo con Inpdap bisogna sempre rivolgere la domanda all’ufficio provinciale o territorialmente competente. Nella documentazione da presentare ci deve essere in più la certificazione attestante il debito residuo, che potrà essere trasferito interamente come mutuo Inpdap, se si rimane al di sotto del limite dei 300 mila euro.

Ovviamente questo diritto spetta solamente ai dipendenti pubblici che abbiano aderito al fondo della Gestione Unitaria, e sono fatti salvi gli stessi limiti previsti, come anzianità, della concessione del mutuo di acquisto.

L’accettazione della surroga quindi non può essere data per scontata, pur essendo in possesso di tutti i requisiti minimi necessari, perché si procederà sempre tramite graduatoria, a sua volta stilata sulla base della presentazione delle domande e del plafond del fondo messo a disposizione nelle quattro fasi annuali (non c’è una parte riservata alla surroga, ma nella valutazione si terrà conto tanto delle domande di acquisto, costruzione e portabilità).

Conclusioni

Sulla convenienza ci sono pochi dubbi, a meno che non si riesca ad aderire a una promozione di una banca con un tasso fisso inferiore ai 3,5 punti percentuali (come tasso finito) fermo restando che non c’è bisogno di fare il calcolo delle spese di gestione (tranne che per quelle di incasso rid ed eventuale costo applicato al pagamento del mav per il mutuo Inpdap). A riguardo bisogna considerare con attenzione la comodità di dover pagare le rate mensilmente oppure semestralmente.

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