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Local tax: a quando l’entrata in vigore?

La Iuc, con la quale gli italiani non hanno ancora preso confidenza, non andrà per ora in soffitta, come successo ad altre imposte precedenti dopo un breve periodo dal debutto (che in molti casi nemmeno c’è stato dal punto di vista operativo), per lasciare spazio alla Local Tax.

Questa volta, nelle intenzioni del governo, non c’era solo quella del restyle del nome, con poca o nessuna modifica nella sostanza, ed è così che quindi si è arrivati, almeno per il 2016, ad un nulla di fatto. Tra l’altro il 2015 rimane importante per una serie di scadenza da non sottovalutare, in primis la fine di ottobre, termine entro il quale i comuni saranno chiamati ad approvare le delibere con le relative aliquote per il 2016 (altrimenti resteranno in vigore quelle dell’anno in corso).

Tari, Imu e Tasi: cosa cambia?

Ma che cos’è la local tax? Un’imposta unica che, effettivamente, avrebbe dovuto inglobare le tre imposte locali attualmente esistenti. Nell’intenzione originaria c’era la scomparsa quindi delle odiate sigle di imu, tari e tasi con una possibile riorganizzazione delle aliquote. Inutile comunque aspettarsi degli sconti per l’anno prossimo, non essendoci stati ritocchi nemmeno sulle aliquote massime applicabili dai vari comuni.

Nello specifico:

  • per l’Imu rimangono gli stessi limiti fissati nel 2014, al quale si rifaranno anche la maggioranza delle aliquote stesse, dal momento che sono pochi i comuni che sembrano pronti a deliberarne di nuove entro la fine del mese di ottobre. Rimane comunque l’esenzione per le abitazioni principali non di lusso;
  • per quanto riguarda la Tasi, in molti comuni, vi sarà l’introduzione dei bollettini precompilati da pagare, così come avviene già per la Tari. Da un punto di vista formale quest’obbligo doveva essere rispettato già dall’inizio di quest’anno, ma l’incombenza è stata posposta ad altre esigenze. Rimane vivo l’obbligo di pagamento, secondo percentuali stabilite dal comune, tra l’occupante/inquilino e il proprietario;
  • per la Tari paga ancora solo chi occupa l’immobile, e rimane il tetto massimo dell’anno passato.

In tutti i casi anche sulle scadenze non sono state previste novità, quindi la data di riferimento resterebbe ancora il 16 giugno e il 16 dicembre per tasi e Imu (ove dovuta) mentre per il pagamento della Tari l’autonomia comunale stabilisce anche la scadenza in funzione del numero di rate applicato.

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