La BCE porta i tassi al 3%
Mutui sempre più cari.
E’ il quarto rialzo in 8 mesi dopo il periodo di stabilità durato circa 2 anni (vedi anche tabella andamento tassi).
La Bce, sempre allo scopo di contenere i rischi inflazionistici, porta il costo del denaro dal 2,75% (dello scorso Giugno) al 3%, aggravando la situazione di chi ha acceso un mutuo a tasso variabile (la quasi totalità dei mutui italiani), e in generale per tutti coloro che ricorrono al credito.
Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nel corso della conferenza stampa, ha poi confermato che il costo della vita nell'eurozona, "resterà sopra l'obiettivo del 2% nel 2006 e nel 2007". Se questo scenario dovesse "essere confermato, nuove strette sono garantite ma non prendiamo impegni nè sulle tempistica e nè sulle dimensioni" dell'aumento dei tassi di interesse.
In ogni caso, gli analisti scommettono per altri due aumenti da 25 punti base entro fine anno.
Il Fondo Monetario Internazionale invita la Bce a muoversi con prudenza sul costo del denaro, perchè la strada della ripresa non è ancora pienamente imboccata e non è così preoccupante l'andamento dell'inflazione nell'eurozona.
Mutui e debito pubblico più onerosi
Il rialzo di un quarto di punto dei tassi di interesse fino ai livelli del 1999, comporterà rincari compresi, secondo i calcoli delle associazioni consumeriste Adusbef e Codacons tra i 150 e i 656 euro l'anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce: secondo le stime dell'Adusbef, sarà «più oneroso rinnovare le scadenze del debito pubblico».
Il Codacons, a fronte del nuovo rialzo dei tassi chiede un sostegno per le famiglie eliminando l'Ici per chi sta pagando il mutuo per la prima casa.
«Dopo che i tassi sono rimasti fermi per lungo tempo al 2% - sostiene l'associazione - e gli italiani si sono fidati di chi, banche in testa, parlava di un periodo di stabilità, si è verificata in poco più di 7 mesi, un'impennata dei tassi dell'1%, riportando il costo del denaro ai livelli del novembre 1999. Considerato che più dell'80% dei mutui attualmente stipulati è a tasso variabile, è evidente il danno che ne deriva per il consumatore».
L'aumento Bce, secondo Adusbef, colpirà anche i prestiti «visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi». Ma per la prima volta, alla luce del decreto Bersani-Visco, «le banche dovranno adeguare automaticamente anche i tassi di interesse sui depositi bancari e sui libretti di risparmio.
Fonte: Il Sole 24 ore, La Repubblica.it (economia), 3-Agosto-2006
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