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Mutui coronavirus: quali aiuti per i mutuatari?

I mutui ai tempi del coronavirus hanno avuto un impatto inevitabilmente negativo per chi non riesce a far fronte alle rate che ha già in corso, ma anche risvolti positivi per coloro che sono alla ricerca di un mutuo da stipulare, anche nel caso del tasso fisso. Vediamo quindi tutti gli aspetti che riguardano un mutuo già in corso e per chi è invece alla ricerca dell’offerta più interessante.

mutui coronavirus

La sospensione delle rate

A Marzo 2020 c’è stato l’annuncio di una serie di interventi, tra i quali troviamo anche quelli rivolti ai mutui, o meglio ai mutuatari messi in difficoltà dal Coronavirus, visto che in tanti hanno perso una fonte di guadagno (sia dipendenti che autonomi) o hanno visto scendere di molto le loro entrate. Tra le agevolazioni c’è la possibilità di richiedere la sospensione delle rate del mutuo, purché siano rispettate alcune condizioni che interessano sia la difficoltà economica che si sta attraversando (che deve rientrare entro certe percentuali), che il ritardo accumulato nei rimborsi delle rate. Alcuni requisiti sono richiesti anche per il mutuo, ad esempio come importo e periodo dal quale è iniziato il rimborso (è necessario raggiungere una soglia di anzianità minima). Vediamo questi aspetti nel particolare.

Caratteristiche necessarie

Partiamo dai requisiti che devono avere i mutuatari, per i quali dobbiamo fare una distinzione a seconda che si tratti di liberi professionisti autonomi o lavoratori dipendenti. Per quanto riguarda i dipendenti si deve essere verificata almeno una delle seguenti condizioni:

  • riduzione di almeno il 20% dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni;
  • sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni.

mutuo casa

Queste condizioni possono essere avvenute anche entro i tre anni precedenti alla data di richiesta di sospensione. Per quanto riguarda gli autonomi e i liberi professionisti invece è necessaria come condizione che si sia verificata una riduzione del fatturato medio al giorno pari almeno (o superiore) al 33% rispetto a quello dimostrabile nell’ultimo trimestre 2019. La condizione verrà riportata in un’autocertificazione e deve riguardare una perdita a partire dal 21 febbraio (o con un orizzonte temporale antecedente di 3 mesi).

Queste condizioni, come requisiti soggettivi, valgono per tutti i mutuatari, di tutta Italia (non sono quindi previste agevolazioni limitatamente alle prime ‘zone rosse’). La richiesta di sospensione può essere fatta dal 30 marzo fino ai 9 mesi successivi. In questo periodo non sarà previsto il limite di accesso dei richiedenti con un Isee massimo di 30 mila euro tipico della moratoria ‘tradizionale’.

Come già accennato, oltre ai requisiti soggettivi dei mutuatari, devono essere rispettate anche altre condizioni, e la prima è sull’anzianità del mutuo ovvero da quale data è iniziato il rimborso della rate: è previsto un minimo di un anno, tuttavia per le domande che saranno presentate entro i prossimi 9 mesi non si guarderà a questa condizione (quindi per la moratoria sui mutui ‘coronavirus’ si avrà accesso anche con durate inferiori). Come altre condizioni che riguardano il mutuo troviamo:

  • l’importo del capitale residuo del mutuo non deve superare i 250.000 euro;
  • il mutuo deve riguardare l’acquisto dell’abitazione principale (no immobile di lusso);

Il ritardo di pagamento causato dai problemi finanziari non deve essere superiore ai 90 giorni. Infine non bisogna beneficiare di altre agevolazioni statali come per esempio il Fondo di Garanzia Prima Casa.

Come richiedere la sospensione

Bisogna compilare l’apposita modulistica (si trova anche online sul sito Consap). La documentazione con la domanda di sospensione va consegnata alla propria banca, che poi farà da tramite inoltrando il tutto alla Consap stessa. Tuttavia bisogna informarsi presso la propria filiale di riferimento se è necessario recarsi fisicamente (prendendo un appuntamento se è previsto) oppure se verrà accettata la spedizione via e-mail. La Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici ha tempo 15 giorni per dare una risposta che potrà essere positiva oppure negativa. Se la risposta è positiva i tempi per la fattiva sospensione saranno di 30 giorni o 45 se il mutuo da sospendere è cartolarizzato.

coronavirus

Gli interessi

Fino alla sospensione non saranno applicati gli interessi di mora. Inoltre, per i mutui coronavirus, il pagamento delle rate sospese vedrà a carico del mutuatario la quota capitale e metà quota interessi mentre la metà restante andrà a carico del fondo (entro lo stanziamento del fondo di 400 milioni di euro).

Durata della sospensione

La durata massima è di 18 mesi. Questi potrebbero anche non essere tutti consecutivi. Più precisamente valgono le seguenti durate:

  • fino a sei mesi di sospensione in caso di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo tra i 30 e 150 giorni consecutivi;
  • fino a 12 mesi per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo tra i 151 e i 302 giorni consecutivi;
  • fino a 18 mesi per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo oltre i 302 giorni consecutivi.

Nelle prime due alternative, se prosegue l’interruzione o sospensione dell’attività, si potranno poi richiedere altre sospensioni fino al raggiungimento dei 18 mesi (che appunto possono non essere consecutivi).

Il tasso fisso

andamento periodo tasso fisso coronavirus

Come si vede dal grafico il mutuo a tasso fisso (linea azzurra) con l’inizio della pandemia da Covid-19 ha subito una nuova flessione a cui è seguita una ‘ripresa’ meno briosa rispetto al periodo pre crisi ed anche al tasso variabile (linea blu scuro). In prospettiva il tasso fisso è proprio quello che sembra aver guadagnato più ‘convenienza’ rispetto allo stesso variabile, nonostante girino intorno agli stessi tassi di base.

Stesso discorso per quanto riguarda lo spread, quasi ai minimi storici. Infatti, in base ad uno studio effettuato dal portale MutuiOnline a marzo del 2020 (finanziamento pari a 100 mila euro per un piano di ammortamento ventennale ed un LTV del 50%), i primi 5 istituti di credito per ‘convenienza’ offrono uno spread inferiore allo 0,50%.

 

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