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Mutuo cittadinanza 2019 – Requisiti e funzionamento

Il mutuo di cittadinanza è un disegno di legge che è nato per cercare di rispondere all’emergenza abitativa, sulla base del principio del “diritto” a una sistemazione dignitosa di ogni cittadino italiano. Sottolineiamo subito che a inizio Maggio 2019 si tratta ancora di un disegno di legge, anche se presenta delle peculiarità e delle indicazioni anche per i requisiti, almeno sul piano generale, ben delineati.

A chi si rivolge?

Per comprendere lo scopo per il quale si sta studiando il mutuo di cittadinanza (che non è un provvedimento accessorio del reddito di cittadinanza), dobbiamo innanzitutto vedere chi sono i destinatari. Questi al momento possono essere considerati gli stessi a cui sono destinati i provvedimenti già esistenti per il superamento dell’emergenza abitativa. Verrebbe allora da domandarsi la ragione per la quale si è pensato a un provvedimento dedicato a chi è già destinatario di forme di “tutela” oggi disponibili.

mutuo di cittadinanza 2019

Una domanda in realtà retorica visto che la risposta è quasi scontata: l’edilizia pubblica, che è lo strumento principale utilizzato per far fronte ai problemi abitativi, non riesce infatti a sopperire all’aumento del numero di persone che ha bisogno di accedervi. Ciò è dovuto:

  • alle difficoltà da parte degli enti preposti, nel reperire fondi da reinvestire nell’edilizia delle “case popolari”;
  • ai problemi di manutenzione (o situazioni analoghe) per quanto riguarda gli alloggi già esistenti.

Perché un mutuo?

In base a quanto noto a maggio 2019 il mutuo di cittadinanza dovrebbe essere rappresentato da un mutuo finalizzato all’acquisto o riscatto degli alloggi popolari dei quali si è diventati assegnatari. Il funzionamento dell’intervento è abbastanza intuitivo: secondo il d.d.l che contiene il disegno di legge, a mano a mano che i titolari degli alloggi provvedono al riscatto del proprio immobile, gli enti pubblici preposti reperiscono fondi che permettono di fare manutenzione o, quando necessario, riqualificazione di alloggi già esistenti, od ancora far partire progetti per la costruzione di nuovi alloggi.

Quindi si parla di mutuo, in quanto viene concesso un “finanziamento” ovvero si facilita la rateizzazione dei prezzi di riscatto delle abitazioni dei quali si è beneficiari, e di cittadinanza perché è rivolto solo ai soggetti che sono appunto “beneficiari” o assegnatari di tali alloggi.

Requisiti oggettivi e soggettivi necessari

Il mutuo di cittadinanza (come già accaduto al reddito di cittadinanza) si rivolge ai nuclei familiari. Quindi i requisiti necessari, soprattutto quelli soggettivi, devono essere complessivamente posseduti da tutto il nucleo familiare (che poi può logicamente essere composto da una persona, due o più). Detto ciò è necessario anche fare un’altra premessa che riguarda il principio di “costanza” nel mantenimento dei requisiti reddituali. Ciò sta ad indicare che non è sufficiente averli al momento dell’assegnazione o dell’approvazione del mutuo di cittadinanza, ma che è essenziale mantenerli fino al riscatto del prezzo pattuito per l’alloggio. Ovviamente non rientrano in questa casistica i requisiti soggettivi obbligatori, come:

  • aver compiuto 18 anni per chi fa la domanda;
  • avere la cittadinanza italiana (sempre per chi fa la domanda di accesso al mutuo), oppure di un Paese Ue, o provenire da Paesi che hanno accordi bilaterali con lo stato italiano.

E’ inoltre necessario possedere altri requisiti oggettivi quali:

  • avere residenza in Italia, Paese Ue o Stato con accordi bilaterali;
  • non avere alcun diritto di proprietà o usufrutto di immobili (anche per quote) in Italia, né avere in locazione agevolata alloggi con finalità simili (realizzati da contributi pubblici), o aver occupato abusivamente alloggi pubblici;
  • non avere un reddito del nucleo familiare superiore al limite imposto dal regolamento della propria regione per poter richiedere un alloggio popolare.

Quindi riassumendo, i requisiti soggettivi sono anagrafici e legati alla cittadinanza, mentre quelli oggettivi sono: residenziali, di proprietà e reddituali. Tutti i requisiti dovranno essere presenti contemporaneamente per tutti i componenti del nucleo familiare, con la sola eccezione di quelli soggettivi che devono appartenere obbligatoriamente almeno al richiedente.

Come funziona il “mutuo”?

Il prezzo di riscatto viene “rateizzato” tenendo conto della situazione reddituale del beneficiario dell’alloggio e della sua famiglia, quindi la definizione della rata da pagare ogni mese per saldare progressivamente l’importo del “riscatto stesso” viene determinata in funzione di vari parametri, sfruttando un criterio di personalizzazione.

Se durante il tempo di rimborso, cambiano alcune condizioni che permettono di pagare una rata un po’ più alta (perché sono migliorate, e quindi abbreviando il periodo di rimborso) oppure si ha la necessità di pagare una rata più bassa (perché sono peggiorate e si deve allungare il tempo di rimborso), si può chiedere una rimodulazione del piano di rimborso del mutuo di cittadinanza. Solo in caso di “impedimento grave” si potrà chiedere una temporanea sospensione del pagamento delle rate.

esempio case da acquistare con mutuo di cittadinanza

Il criterio in base al quale avviene la determinazione del prezzo di riscatto è deciso dal Ministero Infrastrutture e Trasporti. Invece per quanto riguarda la determinazione delle rate, i criteri sono già indicati nel disegno di legge (sempre al 6 maggio 2019), e si basano su tre punti fermi e cioè:

  1. una parte è costituita dalla quota capitale e una dagli interessi e dalle spese collegate;
  2. l’ammortamento del mutuo non è alla francese, ma per tutto il periodo deve essere garantita una quota capitale costante (approfondimento: Ammortamento italiano);
  3. il calcolo degli interessi avviene con un doppio limite: tasso fisso all’1% e non si può superare come importo il 30% del reddito complessivo del nucleo familiare.

Quando si diventa proprietari?

Considerata la natura particolare del sistema, bisogna distinguere tra il trasferimento del diritto di proprietà e il momento in cui si producono gli effetti che derivano dal diritto di proprietà stesso. Infatti questi ultimi si producono fin da subito, ovvero alla firma del contratto che stabilisce il piano di rimborso, tuttavia il diritto di proprietà verrà trasferito solo all’avvenuto pagamento dell’ultima rata di riscatto. In questo modo viene impedita l’eventuale vendita dell’alloggio.

Un aspetto che si manterrà parzialmente anche successivamente (in base al disegno di legge per i successivi 10 anni), e che vale tanto per la locazione che per la messa in garanzia.

 

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