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Prezzi case – Le nuove previsioni S&P Global Ratings

L’Eurostat ha pubblicato i dati sull’andamento dei prezzi delle case in Europa e in Italia per il primo trimestre 2018. La nostra penisola è segnalata ancora una come fanalino di coda della ripresa del mercato immobiliare (approfondimento: Quotazioni immobiliari). Per il periodo considerato (gennaio – marzo 2018) il paese con la ripresa più sostenuta del prezzo delle case è stata invece la Lettonia con un +13,7% insieme all’Islanda, mentre la crescita Ue media è stata del 4,5% e quella nell’area della zona euro del 4,7%. Come già detto l’Italia ha palesato un dato notevolmente inferiore, nonostante città come Roma e Milano, per le quali il trend dei prezzi non ha mai subito una fortissima contrazione, rimanendo al di sopra della media nazionale.

(Fonte: sito ufficiale Eurostat – Dati calcolati il 10 luglio 2018)

Storia del trend

Eurostat ha analizzato anche l’andamento dei prezzi delle case negli anni passati. In particolare la flessione dei prezzi nell’Unione Europea è partita dal 2009 dopo un periodo di trend in costante crescita. Il calo è stato considerevole già a partire dal primo anno (quantificato nel – 4,4%), ed è continuato con lo stesso trend anche per i due anni successivi. Per tornare a vedere un’inversione di prezzo e una ripresa in positivo si è dovuto attendere il 2014 con una salita dell’1,6%, mentre nel 2015 la crescita è stata del 2,7%. Nell’ultimo biennio (2016 e 2017) la media di salita dei prezzi è stata intorno al +4%.

In Italia ancora non si parla di una vera ripresa. Questo in parte può essere dovuto al ritardo con il quale si è registrato anche il calo dei prezzi, che secondo l’Eurostat nel nostro paese sarebbe iniziato nel 2012 (quindi con circa 3 anni in ritardo rispetto alla Ue). Nel particolare la flessione è stata il primo anno pari a -2,5%, per poi arrivare nel 2013 a -6,5%, quindi un leggero rallentamento nel 2014 con -4.7%, -3,8% nel 2015 e una situazione ferma ma stabile nel 2016. Nel 2017 una nuova leggera flessione inferiore all’1% (ovvero -0,8%).

(Fonte: sito ufficiale Eurostat – Dati calcolati il 10 luglio 2018)

Trend positivo 2018

Come si può capire anche dall’immagine precedente l’andamento dei prezzi medi nella zona Ue è stato complessivamente positivo con valori anche significativi. Sono soprattutto i Paesi dell’est Europa ad aver raggiunto i maggiori valori, con la sola eccezione dell’Irlanda che ha raggiunto un +12,3% e la già citata Islanda che guida la classifica con la Lettonia.

(Fonte: sito ufficiale Eurostat – Dati calcolati il 10 luglio 2018)

Guardando i dati relativi a ogni singolo Paese vediamo quindi che quasi in linea con il trend della media europea troviamo solo la Gran Bretagna con +4,4% e leggermente sotto ma in positivo: Francia con 3,4% e Cipro con 3,7%. Rimane in positivo il Belgio che ha segnato un aumento del +2,5%.

La Germania riesce a mantenersi sopra la soglia del 5% (per la precisione 5,3% come l’Austria e poco sotto Malta con 5,2%). Per gli altri Paesi si parte da almeno un +6%. Sono presenti anche Paesi in negativo tra cui la Norvegia con una contrazione dell’1,1% che ha fatto peggio di Svezia e Italia (entrambe -0,4%). Infine manca di poco la stabilità dei prezzi delle case la Danimarca con una contrazione di appena -0,1%.

Approfondimento: Investimenti immobiliari.

Quali previsioni per il futuro?

Per comprendere cosa aspettarsi dai prezzi delle case per quanto riguarda i prossimi anni è possibile riferirsi al report di S&P Global Ratings, “Europe’s Housing Markets Are Staging A Soft Landing”.

Come è possibile vedere nell’immagine seguente secondo gli analisti di Standard and Poor’s nell’arco del 2018 si avrà comunque una leggera ripresa con un aumento dei prezzi ipotizzato dello 0,2%, in un trend che proseguirà fino al 2021, anno in cui i prezzi delle case dovrebbero essere aumentati del 2% circa. Un andamento comunque differente da molte altre nazioni europee come Francia, Germania, Portogallo ed Olanda che raggiungeranno un aumento massimo nel 2019 per poi andare in contro ad un ulteriore contrazione.

(Fonte: sito ufficiale S&P Global Ratings – Dati calcolati ad agosto 2018)

Le ragioni di questo trend, sempre secondo gli analisti di S&P Global Ratings, si basano su:

  • un probabile miglioramento del Prodotto Interno Lordo in Italia nel corso del prossimo biennio;
  • tassi ancora bassi nel caso di acquisto con mutuo;
  • lo sviluppo di unità abitative ‘alternative’ come le case prefabbricate;
  • l’aumento della richiesta di unità abitative anche in funzione del mercato del lavoro che si prospetta sempre più ‘fluido’.

Approfondimento: Richiedere un mutuo per investimenti immobiliari.

 

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