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Pensionati e dipendenti pubblici: guida al prestito Inps

In qualità di ente previdenziale, l’Inps eroga anche servizi di “finanziamento”, in modo diretto od indiretto, ai dipendenti pubblici (a seguito dell’assorbimento dell’Inpdap) ed ai pensionati, mentre non sono previste delle vere e proprie forme di prestiti Inps destinati ai dipendenti privati nemmeno tramite la stipula di accordi o convenzioni.

Infatti nei casi in cui l’Inps accetta dilazioni di pagamento per il versamento di contributi arretrati (anche se vengono applicati dei tassi di interesse), parlare di “prestiti” è del tutto improprio, costituendo solamente un servizio di dilazione di versamento.

Prestiti Inps diretti e indiretti

L’Inps prevede l’offerta di piccoli prestiti ex gestione Inpdap, i piccoli prestiti diretti ai dipendenti delle poste ed i prestiti pluriennali. I finanziamenti appartenenti alla ex gestione Inpdap vengono erogati solo a dipendenti pubblici, statali e pensionati della pubblica amministrazione, che sono registrati nella Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali (in tutti questi casi si può parlare di erogazione diretta).

I prestiti Inps indiretti sono invece quelli che non vengono erogati direttamente dall’ente, ma che vengono concessi dalle banche in forza di specifiche convenzioni od accordi a condizioni normalmente agevolate. Questo tipo di prestiti sono destinati in particolare a tutti i pensionati, sia ex dipendenti pubblici che ex dipendenti privati, ma anche autonomi.

Prestiti inps a pensionati Inpdap e non

Se si vuole richiedere uno dei prestiti Inps convenzionati, normalmente si deve fare una richiesta di cessione del quinto della pensione. I soli ex pensionati Inpdap possono accedere o ai prestiti pluriennali erogati tramite il Fondo della Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, oppure si possono rivolgere alle banche convenzionate con l’Inps.

Le condizioni variano anche in funzione delle stesse banche convenzionate (ad esempio la Bnl è l’unica banca che prevede un’età massima al termine della cessione pari a quella prevista dalla cessione Inpdap ovvero di 90 anni, mentre Intesa sanPaolo arriva a 85 anni, e Unicredit a 80 anni), oltre che per le condizioni economiche applicate. In tutti i casi per la determinazione delle somme che possono essere concesse, i pensionati devono esibire anche la certificazione attestante la quota cedibile, ovvero la parte di pensione che eccede quella minima stabilita per legge.

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