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Finanziamenti per pensionati: caratteristiche ed esempi

Il successo del settore finanziario si è legato al processo di specializzazione dell’offerta. Ovviamente il comparto che ha beneficiato dei maggiori effetti di questo tipo di evoluzione è stato soprattutto quello dei finanziamenti. Sono infatti nati prestiti specifici per pensionati, per giovani e per aziende, in risposta alla nascita di conti correnti per le stesse categorie.

Vista la percentuale delle persone che hanno smesso di lavorare per raggiungimento dell’età pensionabile tra i più numerosi troviamo proprio i prestiti per pensionati. Ovviamente si tratta di prodotti che devono presentare delle caratteristiche ben precise. Infatti quando si ha necessità di liquidità, specialmente per delle somme considerevoli, i pensionati possono incontrare delle difficoltà, a causa delle limitazioni dell’età anagrafica al termine del finanziamento.

Finanziamento da banca oppure agevolati Inps ed ex Inpdap?

Le oggettive limitazioni legate all’età del richiedente hanno prodotto una certa differenza e disomogeneità sulla situazione che la politica di credito interna alle varie banche impone, combinata a quanto previsto dalla legge sull’età massima ammissibile per l’accesso al credito.

Si tratta di un limite che è stato superato con l’estensione dell’accesso alla cessione del quinto anche ai pensionati, ma con un adeguamento che ha interessato solo una porzione molto piccola di banche (come Bnl, Banca Intesa e Unicredit che propongono durate massime più lunghe della media).

Tali banche generalmente offrono condizioni agevolate garantite dalle convenzioni che l’Inps ha stipulato con gli Istituti di credito aderenti. Ovviamente tutte queste situazioni si vanno ad aggiungere alle opportunità comunque presenti per i pensionati ex Inpdap (ed ex iPost nel caso delle Poste), purché in possesso dei requisiti minimi necessari.

Quota cedibile e pensioni accettate

Oltre al limite anagrafico c’è anche quello reddituale. Infatti non tutti i tipi di pensione sono presi in considerazione. In particolare sono esclusi:

  • tutto ciò che rientra in quelle “sociali” che garantiscono il minimo indispensabile per la sussistenza, compresi gli assegni a sostegno del “reddito”;
  • pensione di invalidità e assegni di inabilità;
  • quota di contitolarità di un altro soggetto che non sia il richiedente il prestito;
  • prestazioni di esodo.

Ricordiamo che anche per quanto riguarda le pensioni ammesse non tutto l’importo viene considerato, ma solo quello eccedente la quota cedibile.

I prestiti pensionati Inps senza cessione del quinto

Va fatta subito una precisazione: per prestiti pensionati Inps si intendono proprio le cessioni del quinto della pensione, che l’ente non eroga direttamente. La sola eccezione è quella dei prestiti pluriennali ex Inpdap ma che vengono concessi sempre e solo a coloro che sono iscritti alla gestione unitaria per le prestazioni creditizie.

Il termine “Inps” viene associato per il semplice fatto che l’Istituto nazionale trattiene a monte l’importo della rata da rimborsare. Quindi chi pubblicizza dei prestiti “Inps” aggiungendo la specifica anche senza cessione del quinto lo sta facendo per mettersi in mostra ma di fatto non può trattare un tipo di prodotto che non esiste.

L’unica condizione in cui si possono avere prestiti pensionati senza cessione del quinto, si ha con i normalissimi prestiti personali, compresi i piccoli prestiti, ma in questi casi non si ha alcun tipo di agevolazione sulle condizioni economiche. Quindi si rischia di andare a pagare dei tassi di interesse piuttosto elevati, che possono essere superiori al 10%.

I vantaggi e gli svantaggi

Normalmente la ridotta durata non permette di ottenere somme molto elevate. In più anche per i tassi è difficile ottenere delle condizioni economiche, che invece spetterebbero a chi vive di sola pensione. Proprio per ovviare a questo problema l’Inps ha stipulato una serie di convenzioni, che impongono alle banche aderenti di applicare dei tassi entro un livello massimo prestabilito, durate dei piani di ammortamento possibilmente più lunghe o con un’età anagrafica accettata più elevata, costi agevolati soprattutto per quanto riguarda quelli accessori. Per i prestiti personali di minore durata invece non ci sono prodotti creati ad hoc, tranne delle rare eccezioni collegate ad altri prodotti ‘base’.

Convengono sempre quelli convenzionati o ex Inpdap?

All’interno dei finanziamenti dedicati ai dipendenti statali, come il piccolo prestito, e quelli pluriennali garantiti e non garantiti, non troviamo dei prestiti pensionati dedicati. Tuttavia c’è la possibilità di accedere a quelli pluriennali diretti se si hanno le condizioni “oggettive” (ovvero le motivazioni per cui possono essere richiesti) e quelle soggettive necessarie.

Per queste bisogna ricordarsi la volontaria adesione al fondo della Gestione Unitaria, che va rinnovata nello status di “pensionato”. Quindi al momento di fare domanda di pensionamento bisogna anche richiedere l’iscrizione alla Gestione unitaria, pagando un contributo mensile scontato rispetto a quello pagato da dipendenti (0,15% contro lo 0,35%).

Sulla convenienza però si può avere qualche riserva. Infatti anche se il tasso applicato nei prestiti pluriennali è di base molto basso, perché pari al 3,5%, si deve considerare l’aumento con il contributo di 0,50% per le spese di amministrazione della pratica. A questo va poi aggiunta la quota di rischio che va nell’apposito fondo, e che è collegata all’età del richiedente e dell’importo richiesto. Si tratta di cifre che possono avere un peso notevole, con un tasso finale che non è affatto più basso di quelli proposti da alcune società finanziarie o banche, nel caso di promozioni o apposite convenzioni.

Quindi il punto di partenza deve essere quello di richiesta di un preventivo da paragonare con la rata che sarebbe pagata con un prestito Inps ex Inpdap. Questa può essere ottenuta tramite una simulazione o leggendo le apposite tabelle. La simulazione, che può essere fatta gratis e senza necessità di registrazione o login sul sito dell’Inps, è logicamente molto più semplice. Si deve andare sulla pagina http://www.inps.it/portale/default. scegliendo una delle tre modalità presenti.

Esempi di prestiti per pensionati

L’elenco delle banche e delle società che hanno o rinnovano convenzioni su prestiti pensionati con l’Inps è in continua evoluzione. Tra quelle presenti ci sono alcune che mantengono una grande costanza nella presenza e nel mantenimento di buone condizioni. Ricordiamo:

  • Bnl si conferma la banca con la durata più lunga, con un’età massima alla scadenza fissata ai 90 anni (al pari dei prestiti ex Inpdap);
  • Banca Intesa Sanpaolo propone il Prestito Pensionati Inps, con una somma richiedibile compresa tra i 3600 euro ed i 75 mila euro, e una età max fino a 85 anni;
  • Unicredit permette di ottenere fino ad un massimo di 69 mila euro, con un’età anagrafica massima di 80 anni (comunque maggiore della media che si ferma a 75 anni).

Tra le finanziarie che hanno recentemente rivisto l’offerta dei propri prodotti, allungando la durata dell’età anagrafica dei richiedenti troviamo invece Fiditalia. Ora l’età massima è salita a 90 anni.

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