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Ristrutturazione prima casa: meglio prestito o mutuo?

Mutuo o prestito di ristrutturazione della prima casa non sono la stessa cosa e le differenze non sono riducibili a delle mere sfumature. Normalmente per il mutuo si ha l’iscrizione di ipoteca sull’immobile (che avviene sul valore dell’immobile a fine lavori), mentre per il prestito a fare da garanzia è solo il reddito del richiedente. Da qui troviamo una prima differenza economica di una certa entità: l’iscrizione di ipoteca richiede l’intervento del notaio, del quale bisognerà sostenere l’onorario, oltre ai costi legati all’iscrizione nel registro immobiliare stesso, che a sua volta è condizionato dall’importo del mutuo e del valore dell’immobile stesso.

Con i soli prestiti questi esborsi non sono contemplati, ma normalmente i tassi sono più elevati. Anche se leggermente più bassi di quelli di tipo personale, su un arco temporale di parecchi anni, finiscono con l’incidere pesantemente, a causa dell’impiego dell’ammortamento alla francese (vedi anche Detrazione ristrutturazione). Un’altra importante differenza è legata alla durata del rimborso per il mutuo (anche 25 o 30 anni) rispetto al prestito di ristrutturazione che di norma non supera le 120 mensilità, con una notevole differenza per quanto riguarda, anche l’impatto della rata da rimborsare periodicamente.

Perché scegliere il prestito?

Capitano delle situazioni in cui non si abbia possibilità di scelta, come ad esempio, quando sulla casa grava già un’ipoteca di primo grado, oppure se la situazione reddituale o la reputazione creditizia del richiedente non permette di ottenere un mutuo. Per abbassare il peso degli interessi si può vedere se sono disponibili dei tassi agevolati (frutto di promozioni o convenzioni).

Una forma molto usata (accessibile anche per i cattivi pagatori) è quella del prestito assistito da garanzia su tfr di tipo pluriennale (come ad esempio quello che l’Inpdap riserva appositamente agli aventi diritto per poter effettuare operazioni di ristrutturazione sulla prima e seconda casa), rappresentato da quello che comunemente viene chiamata cessione del quinto della pensione oppure dello stipendio.

Esempi

  • Unicredit prevede un’offerta interessante di prestito personale di ristrutturazione, ad un tasso fisso del 6,5% che permette di ottenere fino a 100 mila euro, da rimborsare al massimo in 120 rate;
  • Findomestic propone un prestito fino a 60 mila euro, con un tasso prossimo al 7%, ma con il vantaggio della possibile stipula online al 100% tramite la firma digitale.

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