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Tares e Tasi: novità sull’imposta sui rifiuti

La normativa che aveva istituito la Tares ha avuto vita molto breve (istituita nel 2011, con fine nel 2013) a seguito alla sua sostituzione con la Tari, che tuttavia non ha portato ad alcun sollievo nelle tasche degli Italiani. Se prima la Tares comprendeva il pagamento della gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti, con l’aggiunta, delle spese per i beni indivisibili, lo scorporamento di questi ultimi ha finito con il pesare in modo ancora maggiore sul calcolo finale dell’importo da pagare (ipotesi prevista anche per il 2015).

Il calcolo della Tari: che cosa cambia rispetto alla Tares?

Come accennato, da un punto di vista economico purtroppo il cambiamento ha portato ad un peggioramento per la maggior parte dei contribuenti. I comuni inviano i fogli F24 già precompilati, ma nel corso del 2014 sono stati registrati tanti casi in cui il calcolo era errato (quasi sempre a svantaggio del contribuente), per cui conoscere le modalità di calcolo può essere utile per poter fare un controllo, ed eventualmente chiedere un aggiustamento alle tariffe (la normativa prevede anche degli sconti nelle zone in cui si applica la raccolta differenziata).

Come si calcola la Tari?

Questa imposta si ottiene con la somma di una componente fissa e di una variabile, che vanno calcolate separatamente e poi sommate tra loro. Per la parte fissa bisogna vedere i metri quadrati e il numero degli occupanti. Per la determinazione di questi si ha quella reale nel caso dei residenti, mentre per in non residenti il calcolo avviene in via presunta. Il comune ha il regolamento dove si specifica anche il rapporto tra i metri quadrati per l’indicazione “presunta” del numero degli occupanti.

Quindi per prima cosa si individua la tariffa applicata in funzione del numero degli occupanti (che è ovviamente crescente), che poi va moltiplicata per i metri quadrati calpestabili. Una volta ottenuto il totale della quota fissa, si calcola quella variabile. Per questa si parte dal “volume minimo obbligatorio” che indica in “litri” la quantità di rifiuti che viene attribuita in funzione del numero di occupanti. Il volume minimo obbligatorio va moltiplicato per la tariffa stabilita da regolamento comunale.

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