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Cos’è l’IRS (Eurirs)?

L’IRS (Interest Rate Swap, anche Eurirs – IRS area euro) è il parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso. Esso varia in funzione della durata, per cui avremo IRS a 1 anno (IRS 1y), 2 anni, 10 anni, 20 anni, e 30 anni ecc.

All’aumentare del periodo di riferimento aumenta il suo valore, pertanto l’IRS 1y sarà inferiore all’IRS 10y e così via. Ma attenzione, le possibili durate legate all’IRS non sono esclusivamente quelle dei mutui, prevedendo orizzonti temporali anche molto più lunghi come 40 o 50 anni.
Le quotazioni dell’IRS sono legate all’andamento del mercato dei tassi a lungo termine, e generalmente sono superiori all’Euribor.

variazione tassi mutuo

Di cosa si tratta?

Per capire cos’è l’Eurirs e come funziona bisogna capire come viene calcolato e da cosa proviene il valore che gli è attribuito.

Il suo calcolo è basato sulla media ponderata delle quotazioni su l’Interest Rate Swap a livello europeo, ovvero sul ‘compenso’ che le banche in area BCE si attendono con le operazioni di swap, che a loro volta sono necessarie per ridurre il rischio di tassi ‘fissi’ non convenienti con il passare degli anni.

C’è infatti da considerare che quando un istituto di credito offre un tasso fisso deve farsi carico del rischio legato ad eventuali variazioni nel corso degli anni e tale rischio aumenta col passare del tempo. Ciò spiega il perché al crescere dell’orizzonte temporale può variare anche il tasso associato. Per ridurre questa componente di rischio vengono fatte delle operazioni di swap, dove una controparte acquista, pagando quindi un certo compenso, quella quota di rischio. Il tutto va considerato a livello di tassi interbancari e quindi non a livello di singole controparti, per cui il risultato finale è dato dalla media ponderata di tutte queste forme di quotazione.

cambio tassi mutuo

Attenzione alla variazione del tasso IRS !

Come già accennato il tasso interbancario IRS viene usato come parametro di riferimento per l’indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso fisso. Il suo calcolo viene reso noto dalla Federazione Bancaria Europea ogni giorno.
Queste forme di ‘quotazione’ derivate dagli accordi che vengono raggiunti giornalmente possono quindi subire continui cambiamenti che devono essere attentamente valutati in fase di richiesta di un mutuo ‘indicizzato’ all’Eurirs.

Ovviamente nel momento in cui si firma il contratto di mutuo il tasso applicato si congela e quindi perde importanza stare a vedere quello che accadrà in futuro al proprio mutuo. Potrebbe fare eccezione il caso di un’ulteriore forte discesa perché potrebbe aprire la strada a una rinegoziazione oppure a una surroga.
Quindi riassumendo, dato che le quotazioni del parametro IRS variano giornalmente, è necessario prestare attenzione in due casi particolari:

  • all’atto della sottoscrizione di un mutuo a tasso fisso: in caso di particolari tensioni di mercato potrebbe esserci una sostanziale differenza tra il tasso fisso stabilito con la banca e quello effettivamente applicato al mutuo. Il valore effettivo assunto dal tasso (IRS), infatti, sarà noto solo il giorno in cui viene stipulato l’ atto notarile (salvo, naturalmente, particolari casi in cui la banca può offrire determinate condizioni di favore);
  • mutui con opzione sul tasso: quando il contratto di mutuo prevede la possibilità di modificare il tasso a determinate scadenze, bisogna considerare il valore assunto dal parametro di riferimento, sia nel caso si decida di proseguire a tasso variabile (euribor), sia nel caso si decida di continuare con il tasso fisso; infatti, anche in quest’ultimo caso il tasso fisso non sarà più quello iniziale, ma si adeguerà al valore attuale assunto dall’Eurirs.

Ricordiamo a riguardo che un mutuo a tasso fisso tradizionale prenderà in considerazione un Eurirs pari alla durata del finanziamento (quindi IRS a 10 anni per un mutuo decennale) mente per i mutui con opzione si tenderà ad utilizzare l’orizzonte temporale dell’opzione stessa indicato a livello contrattuale (ad esempio 5 anni).

Il valore storico

Poter avere delle indicazioni sul trend che potrebbe assumere l’Eurirs negli anni futuri può essere utile a quanti stanno cercando di decidere se affidarsi a un mutuo a tasso variabile oppure fisso. Generalmente se il tasso variabile è molto basso e si proviene da un periodo di discesa più o meno prolungato, i rischi che si vada incontro ad un futuro di rialzi è concreto. Può quindi essere utile mettersi al sicuro puntando su un tasso fisso, anche se l’Eurirs è maggiore dell’Euribor. Una scelta che deve essere rafforzata nel caso di aumenti recenti dei tassi o nel caso di un mutuo con durata lunga (dai 25 ai 30 anni).

Lo storico dell’Eurirs può invece aiutarci a prevedere le future evoluzioni fino a un certo punto. La situazione dei tassi interbancari è infatti condizionata sia dalle politiche dei tassi monetari, che dalla disponibilità di liquidità esistente oltre che dall’appetibilità dei titoli di Stato (indicativi sono soprattutto quelli tedeschi). Aspetti differenti che possono mutare notevolmente nel corso del tempo e che possono dare vita a cambiamenti spesso scarsamente prevedibili.

Quindi in senso stretto il valore storico è utile ma fino a un certo punto per orientarsi e difficilmente offrirà le informazioni che ci servono per arrivare alla decisione più opportuna vista la nostra situazione e quella del mercato attuale. Un discorso ancor più evidente in caso di crisi economiche e sociali come quella del 2008 e la più recente del 2020 a causa della pandemia da Covid-19.


 

 

 

 

 

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