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Mutuo chirografario: tassi, durate, importi e possibili eccezioni

La categoria dei mutui può essere suddivisa in due sottocategorie: il mutuo chirografario e il mutuo ipotecario (nel quale rientra anche il mutuo fondiario che è destinato al segmento dei privati). La differenza tra queste due tipologie può essere ricondotta soprattutto al tipo di garanzia che assiste il finanziatore, più solida nel caso dei mutui ipotecari che, come conseguenza, sono concessi di norma per durate più lunghe e per importi più elevati. Approfondiamo ora le caratteristiche dei mutui chirografari evindenziandone in primis le peculiarità distintive.

Di cosa si tratta?

Generalmente quando si sente parlare di mutuo si è portati a collegarlo direttamente a una forma di finanziamento assistito da ipoteca come garanzia. In realtà la normativa parla genericamente di “mutuo” quando si riferisce ad un finanziamento, e nel caso specifico si aggiunge “chirografario” quando si vuole proprio specificare che non c’è alcuna iscrizione di ipoteca. Quindi, se da una parte il mutuo fondiario rientra nella categoria di quello ipotecario, quando viene meno l’iscrizione di ipoteca automaticamente si rimanda a quello chirografario, che può essere “finalizzato” oppure non finalizzato (in quest’ultimo caso si ha un prestito personale).

Ovviamente non esiste un solo “tasso soglia” vista la dualità dei prodotti che possono rientrare in esso, ma si dovranno consultare i tassi soglia pubblicati periodicamente, specifici per il tipo di finanziamento (di periodo superiore ai 18 mesi) che si è richiesto oppure ottenuto.

Questa tipologia di finanziamento è generalmente di medio o lungo periodo (il più delle volte supera i 18 mesi ma non si protrae oltre le 60 mensilità, anche se non mancano delle eccezioni), e può essere utilizzato tanto dalle imprese (ad esempio per compensare o sopperire a squilibri di liquidità) che ai consumatori.

Per quanto riguarda sempre il settore dei privati, il mutuo chirografario rappresenta una soluzione utilizzata soprattutto quando non si ha la possibilità di ricorrere a quello ipotecario, anche se la finalità per la sua richiesta è sempre rivolta a un immobile, soprattutto nel caso di opere di ristrutturazione: rientra in questa ipotesi il condominio e le relative opere, in quanto non c’è la possibilità di iscrivere ipoteca sull’intero immobile per garantire un finanziamento destinato all’esecuzione delle opere di ristrutturazione sulle parti comuni.

Costo e garanzie

Una volta che sono stati dissolti i dubbi riguardo alla domanda “cos’è”, non rimane che fare una valutazione sul costo, sia per quanto riguarda il calcolo degli interessi, che per la presenza di spese accessorie. Partendo da queste ultime sono presenti: l’imposta sostitutiva e le spese di istruttoria, mentre si risparmia, ovviamente, sul perito per quanto concerne l’iter svolto direttamente dalla banca, e sull’onorario del notaio oltre che sulle imposte per l’iscrizione di ipoteca (vedi anche Grado ipoteca).

Ciò non significa che non saranno richieste altre forme di garanzie (che potranno essere anche classificate come “reali”), che verranno definite in funzione del rischio collegato all’operazione. Per quanto riguarda i tassi, la loro entità è generalmente maggiore rispetto ad un mutuo ipotecario visto che, nel caso in cui ci fossero problemi nel rimborso, e una parte del mutuo risultasse non pagato, l’iter per il recupero delle somme sarà, al pari di un prestito personale, meno agevolato e diretto rispetto alla presenza della garanzia dell’ipoteca.

Inoltre c’è da considerare, nel calcolo della convenienza, che nel caso di un mutuo per acquisto prima casa si ha la detrazione fiscale, che invece non è prevista in un normale finanziamento (vedi anche Detrazione mutuo 730).

Conclusioni

In base a quanto appena detto si potrebbe pensare quindi che il mutuo chirografario non sia mai la soluzione più adatta, nei casi in cui si abbia la possibilità di scegliere l’alternativa “ipotecaria”. Tuttavia bisogna considerare l’impatto che gli interessi hanno sull’ ammortamento alla francese, più la quota dei costi “obbligatori” legati all’iscrizione di ipoteca. Queste voci per importi bassi e durate non particolarmente lunghe, potrebbero non essere sufficientemente ammortizzate con un classico mutuo ipotecario.

In generale si può sostenere che il mutuo chirografario vada preferito per durate brevi e importi modesti, ma di fatto non esiste una regola che vale per tutti. In conclusione è sempre preferibile farsi fare più preventivi di confronto tra le due alternative (chirografario e ipotecario) e con dei calcoli sul costo totale complessivo (al netto del recupero delle detrazioni fiscali ove previsto) scegliere quello che costa di meno in base alle proprie necessità.

Esempi

Le grandi banche come UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno quasi sempre prodotti ad hoc. Ad esempio Unicredit offre la versione a 2 a 10 anni dedicata alle pmi, sia a tasso fisso che variabile, a partire da un importo minimo di 10 mila euro. Veniamo ora ad altre proposte disponibili al 19 marzo 2019 (Fonte: siti ufficiali Banca Etica/ Bcc/ Bcp/ Banca Creval):

Banca di Credito Popolare di Torre del Greco

Bcp con il Mutuo Chirografario Imprese, prevede piani più o meno personalizzati, rimanendo all’interno di una struttura che deve essere mantenuta dentro ai seguenti paletti:

  • rientrare tra le ditte individuali o le società;
  • poter rimborsare l’importo compreso tra 30 mila e 500 mila euro in un periodo tra i 19 mesi e i 60 mesi, con una rata che potrà essere scelta tra mensile, trimestrale o semestrale.

Bcc per i privati

Il gruppo bancario Credito Cooperativo propone una soluzione destinata sempre all’edilizia residenziale con due prodotti differenti e cioè:

  • Sistema Energia Famiglie: per le fonti rinnovabili con importi e durate che variano da 5000 euro e fino a 60 mesi, fino a 50 mila euro da restituire anche in 10 anni, a seconda del tipo di acquisto e intervento da fare finalizzato al miglioramento dell’efficienza energetica;
  • Progetto Matrimonio (per sostenere le spese dell’evento fino a un massimo di 20 mila euro);

Da segnalare infine anche la proposta di Banca Etica, per i lavori di efficienza energetica, che prevede un mutuo chirografario, fino a 75 mila euro, da restituire dai 19 alle 120 mensilità oltre a quella di Banca Creval. Quest’ultimo istituto di credito propone però un mutuo chirografario per condomini con importi che vanno da 20 a 500 mila euro, ​con un piano di ammortamento a rate mensili o trimestrali, all’interno di un piano di rimborso dai 19 mesi fino a un massimo di 10 anni.


 

 

 

 

 

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