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Rinegoziazione mutuo Mps: guida alla richiesta

In tempi in cui i tassi sono più bassi, anche in caso di un mutuo a tasso fisso, rispetto a quelli presenti nel proprio contratto, mettere mano alle condizioni del proprio finanziamento è un atto dovuto al portafoglio. Le alternative per farlo possono essere la sostituzione, la surroga o la rinegoziazione. In quest’articolo approfondiremo il caso dei clienti Mps, per capire quale può essere la strada percorribile.

logo banca mps

La rinegoziazione

La rinegoziazione di un mutuo Mps è ovviamente possibile solo se si è già mutuatari con questa banca. La rinegoziazione è prevista dall’ordinamento italiano e contempla la possibilità di contrattare un cambio delle condizioni contenute nel contratto stesso. Si tratta quindi di una possibilità che hanno entrambi i contraenti (Monte dei Paschi e mutuatario), ma ovviamente ne farà generalmente richiesta il contraente che ha un interesse a farlo. Questo interesse può essere dato da:

  • ottenere delle condizioni più semplici da onorare (ma non è detto che siano migliorative). Si ha l’esempio di una richiesta di allungamento del piano di ammortamento che può rendere la rata più leggera ma che, a pari condizioni, porterà ad un esborso maggiore sugli interessi passivi;
  • ottenere delle condizioni migliori, con tassi più bassi o il passaggio a un altro tasso (se si aveva un fisso passare al variabile, o viceversa).

Abbiamo già detto che si tratta di una facoltà che può essere esercitata in qualsiasi momento dall’interessato (che generalmente è il mutuatario). Bisogna però tener presente che si tratta di una proposta che la banca mutuante può decidere di accogliere (iniziando una fase di contrattazione che può finire in un accordo oppure in un nulla di fatto) o non accogliere. Quindi si possono avere due scenari una volta richiesta la rinegoziazione:

  • la banca rifiuta di rinegoziare il mutuo. In questo caso rimangono aperte le altre due strade, ovvero sostituzione o surroga;
  • la banca accetta di valutare i cambi richiesti dal mutuante che possono riguardare durata e/o tasso di interesse.

In questo secondo caso inizia un periodo di contrattazione delle condizioni, che passa attraverso uno scambio di corrispondenza, fino al suo termine. Se c’è l’accordo si apportano le modifiche al contratto con delle integrazioni. Queste non richiedono l’intervento del notaio, perché le condizioni e le caratteristiche dell’ipoteca non subiscono alcun cambiamento. Se, invece, non si trova l’accordo anche in questo caso si potrà tentare la strada della sostituzione (anche con Mps) oppure della surroga (con altra banca).

Come si fa la richiesta

Per richiedere la rinegoziazione con Mps bisogna rivolgersi alla propria filiale. E’ infatti consigliato prima un confronto a voce, nel quale si espongono le proprie necessità, a cui far seguire la richiesta formale (generalmente si usa una lettera raccomandata con A/R che è tracciabile o una Pec, se offerta come possibilità). Le modalità per la fase di contrattazione dipendono dal tipo di rapporto che si ha con la banca ma, affinché tutto sia tracciabile, bisogna sempre procedere con richieste e risposte messe su carta oppure via mail.

N.B. La rinegoziazione non può modificare i soggetti coinvolti nel contratto di mutuo, né modificare qualsiasi altro aspetto strutturale al di fuori dei tre menzionati. Se si ha quindi la necessità di togliere un coobbligato, un garante o un terzo datore di ipoteca bisogna prendere in considerazione necessariamente la sostituzione, poiché la surroga non lo permetterebbe comunque.

cambio mutuo

Le possibilità a costo zero

Fermi i limiti imposti dal tipo di modifica che si vuole apportare al contratto di mutuo sopra citati, se l’obiettivo è quello di cambiare a costo zero le condizioni del proprio contratto, allora si può usare sia la rinegoziazione che la surroga. La differenza sta nel fatto che con la rinegoziazione si rimane con la stessa banca, invece la surroga prevede il passaggio ad un altro istituto di credito, con i costi connessi alla stipula di un nuovo contratto a carico della nuova banca.

Il fatto che surroga e rinegoziazione siano entrambe senza costi a carico del mutuatario può far pensare che siano più o meno la stessa cosa ma non è così: la surroga porta a un nuovo contratto, con un’annotazione dell’ipoteca a favore della banca entrante, che liquiderà interamente il mutuo che si aveva con la banca dalla quale abbiamo traslocato. Essendoci dei costi da sostenere per la banca subentrante ci possono essere dei limiti di accessibilità. Questi sono sia reddituali (si farà una nuova valutazione reddituale del mutuatario e se considerata insufficiente la richiesta sarà rifiutata comunque) che di importo. In questo secondo caso difficilmente si troveranno banche disposte a surrogare un mutuo al di sotto di 50 mila euro e spesso la soglia minima sarà anche più elevata.

cambio banca

L’aspetto in comune tra rinegoziazione e surroga, tanto per Mps che per qualsiasi altra banca, è data dal fatto che in entrambi i casi non possono cambiare i soggetti coinvolti poiché sono legati all’ipoteca (non si ha una nuova ipoteca ma solo un’annotazione con il cambio del soggetto che l’ha in garanzia).

Cosa cambia con la sostituzione?

Vediamo infine che cosa ha in comune la sostituzione con la rinegoziazione. In pratica solo il fatto che si può richiedere alla stessa banca con la quale si ha già il mutuo che però viene sostituito con uno ex novo. Per il resto entriamo in un tipo di contratto del tutto diverso perché potremo cambiare: importo, durata, soggetti coinvolti, tasso, ecc. La sostituzione può quindi essere anche abbastanza onerosa poiché oltre all’aggiunta della penale di estinzione vanno considerati anche i costi del notaio (cancellazione ipoteca precedente e iscrizione nuova ipoteca) e i costi di valutazione della pratica sia come costi di istruttoria che quelli di perizia.

Conclusioni

Se si ha intenzione solo di cambiare le condizioni del contratto la soluzione più adatta è quindi quella della rinegoziazione. Non bisogna farsi scoraggiare da opinioni on line o di conoscenti, poiché ogni situazione è differente e ci sono tante valutazioni da fare. Tra l’altro si tratta di un tentativo che non ha costi e non preclude, successivamente, la possibilità di tentare anche le altre strade.


 

 

 

 

 

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