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Rinegoziazione mutuo con Banca UniCredit: le cose da sapere

Se si sta ipotizzando di effettuare una rinegoziazione del mutuo con UniCredit molto probabilmente non si può o non si vuole lasciare il rapporto con questa banca alle spalle. Tra l’altro non bisogna confondere la surroga con la rinegoziazione.

Se infatti abbiamo trovato un mutuo più conveniente con un’altra banca, rispetto a quello che si ha già con UniCredit, allora la via più semplice per raggiungere un risparmio è quello di sfruttare la surroga. Questa può portare ad un benefit:

  • diretto: probabile abbassamento del tasso;
  • indiretto: solitamente un allungamento del piano di ammortamento che rende la rata più sostenibile senza però risparmiare sugli interessi.

Se invece si sta pensando alla rinegoziazione si deve tener presente che si tratta di un tipo di operazione sicuramente percorribile, ma che può essere anche piuttosto difficile da ottenere.

E’ prevista?

La risposta è affermativa. Il mutuo è un contratto tra due soggetti privati e nulla impedisce che di comune accordo si cambino alcune condizioni presenti nel contratto. Detto questo se si vuole effettuare una rinegoziazione riguardante il mutuo che si ha con UniCredit per prima cosa ci si dovrà rivolgere alla propria banca e, più nello specifico, alla propria filiale di riferimento.

Si dovrà chiedere all’impiegato che ci assisterà qual è il modulo che dobbiamo utilizzare per poter avanzare la richiesta di rinegoziazione. Questo aspetto è fondamentale perché la parte formale (ovvero la modulistica e la modalità di presentazione) va sempre rispettata in maniera rigorosa. In caso contrario la richiesta, anche se valutabile sotto gli altri punti di vista, verrà quasi sicuramente rigettata.

L’altra domanda da fare è quella sulle proposte di rinegoziazione che la banca contempla. Qui il comportamento che un gruppo bancario può avere rispetto ad un altro è molto variabile e ci sono discrete differenze anche tra filiali. Di contro si deve sempre tener conto del fatto che oggi le filiali non godono più del livello di libertà che avevano circa un decennio fa (dalla gestione centrale ci possono essere dei limiti legati ad esempio a scelte fatte come la cartolarizzazione del mutuo). A riguardo dovremo appurare:

  • quale tipo di tasso possiamo rinegoziare (se vogliamo ad esempio passare da un variabile a un fisso o viceversa);
  • quale tipo di limitazione potremmo superare con gli opportuni aggiustamenti, ad esempio riorganizzando la durata senza andare ad incidere troppo sul tasso e viceversa;
  • se si può avere un aggiustamento sulla durata così da rendere la rata più sostenibile o, in caso di rimborso parziale del mutuo, così da ottenere una riduzione anche degli interessi passivi calcolati su una durata più breve.

Quali sono i limiti?

Ogni pratica con cui si richiede la rinegoziazione del mutuo, e UniCredit non fa eccezione, deve rientrare nella programmazione che la banca ha nel suo complesso e, nel particolare, in quella di ciascuna filiale. Può quindi succedere che si abbiano delle situazioni molto diverse, che vengono spesso personalizzate in funzione delle necessità e di ciò che la banca richiede. Quello che è certo è che se un mutuatario non è puntuale nel rimborso delle rate molto difficilmente vedrà la richiesta di rinegoziazione accettata.

Quindi se si inizia una possibile fase di difficoltà nei rimborsi bisogna cercare di essere comunque puntuali e intavolare subito una fase di rinegoziazione per evitare di precludersi questa strada. In questa condizione può essere accettabile anche un ‘semplice’ allungamento del piano di ammortamento se la riduzione che si ottiene della rata è tale da eliminare il rischio di mancato pagamento (quando la situazione economica migliora nulla impedisce di poi sfruttare una surroga con una banca che offre condizioni migliori).

Altri limiti possono essere dovuti a fattori puramente soggettivi (anche in questo caso bisogna informarsi con la banca e farsi fare una serie di prospetti fattibili) che riassumiamo in:

  • durata del piano di ammortamento residuo: se il richiedente si presenta a richiedere una rinegoziazione dopo aver rimborsato un numero basso di rate rispetto al totale del piano d’ammortamento, è molto difficile che la banca prenderà seriamente in esame la richiesta con il proposito di esaudirla;
  • tipo di tasso: la banca può essere propensa ad accettare la rinegoziazione da un tasso di un tipo ad un tasso di altra tipologia, mentre può essere contraria a fare il passaggio inverso. Per capire questo concetto diciamo, a titolo di puro esempio che la banca può, dato il momento del mercato dei tassi, essere propensa ad accettare una rinegoziazione da tasso variabile a tasso fisso, ma non da tasso fisso a tasso variabile;
  • tipo di lavoro del richiedente.

Le banche hanno infatti molto chiare le dinamiche che prevalgono nel mercato dei mutui. Quindi in un periodo in cui si è verificato il boom delle surroghe, una richiesta di rinegoziazione può essere vista con un certo sospetto se il richiedente svolge un’attività lavorativa ad alto rischio di perdita di guadagno.

Quindi, anche se tecnicamente una richiesta di rinegoziazione non porta a una fase di istruttoria vera e propria (dove la banca dovrà analizzare, tra gli altri documenti, anche quelli reddituali per vedere la reale capacità di rimborso), dal punto di vista pratico è molto spesso prassi che ciò invece avvenga. In quest’ottica alcune categorie di lavoratori possono avere maggiori problemi a ottenere un esito positivo per la richiesta di negoziazione (approfondimento: Documenti per richiesta mutuo).

Conclusioni

Negli anni ogni banca ha consolidato una certa politica sui finanziamenti, ed in particolare per il settore dei mutui, che poco si discosta dai periodi precedenti (2016, 2017, 2018, ecc). Anche nel caso della possibile richiesta di rinegoziazione del mutuo UniCredit vale questo principio, che impone, come detto, il passaggio tramite agenzia per conoscere esattamente qual è la propria situazione e quindi i margini per vedere la richiesta accettata oppure rifiutata.

Si deve tener presente che una richiesta di rinegoziazione non produce alcun obbligo per la banca, la quale può benissimo decidere di non modificare davanti ad un notaio alcuna condizione contrattuale stipulata con il mutuo già in essere.

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